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Da Montella a Gattuso, il cambio della rinascita del Milan

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MILANO – L’inizio di stagione targato Montella non è stato decisamente esaltante, ma il Milan deve tanto al suo ex tecnico. È grazie a Montella se i colori rossoneri sono tornati a calcare i campi europei ed è grazie a lui se Abate e Montolivo hanno potuto sollevare il primo trofeo sopra la testa dal 2011. Allo stesso tempo sarebbe miope non cogliere le problematiche che hanno afflitto l’Aeroplanino in questa stagione. L’arrivo di così tanti giocatori, il vox populi dei tifosi e qualche risultato sfortunato hanno fatto sì che Montella non sia mai riuscito a trovare la quadra.

Vincenzo Montella

Troppi moduli – Negli scorsi mesi il Milan non è riuscito ad avere una sua fisionomia. Giornata dopo giornata abbiamo assistito a moduli diversi, giocatori fuori ruolo e un continuo mescolare le carte che ha raggiunto livelli eccessivi. Difesa a tre, anzi a quattro. Biglia regista, anzi Montolivo, anzi Locatelli. Suso trequartista, punta e raramente esterno destro, ruolo con il quale è riuscito ad esprime il meglio di sè nella scorsa stagione. Insomma un grande caos in casa Milan, caos che non poteva che culminare con l’esonero di Montella e il conseguente arrivo di Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera. I rischi erano tanti, ma “Ringhio” ha risposto presente.

 

Quante bandiere bruciate – Siamo sinceri, quando abbiamo saputo che il sostituto sarebbe stato Gattuso allo stesso tempo nella nostra testa sono ricomparsi i fantasmi. I nomi di Seedorf, Inzaghi e Brocchi hanno iniziato a risuonare e con loro il periodo grigio che stiamo ancora maledettamente cercando di toglierci di torno. Senza nulla togliere a Gattuso, ma l’esonero lampo con il Palermo, la questione Pisa e in generale il suo inizio di carriera hanno palesato evidenti difficoltà. Nemmeno i più positivi avrebbero pensato ai nove risultati utili consecutivi, ma solo all’ennesima bandiera mandata allo sbaraglio.

 La rivincita di GattusoRinghio fino ad oggi non ha mostrato un gioco spumeggiante alla Guardiola, la concretezza di Mourinho o il genio di Ancelotti. Gattuso ha semplicemente dimostrato di essere Gattuso. Una persona con le sue idee e soprattutto con la grinta e la dedizione che ha dimostrato dal suo primo giorno a Milanello nel 1999. La stessa foga agonistica è riuscita a trasmetterla ai giocatori del Milan assieme alla prima dimostrazione di squadra. Gattuso dice sempre di valutare molto attentamente gli allenamenti, non è uno che perdona il poco impegno ed è per questo che alcuni stanno faticando a trovare spazio con lui. Dopo un paio di partite d’assestamento e un inizio da incubo ha trovato i suoi titolarissimi riproponendo il modulo che lo scorso anno aveva funzionato.

Concretezza – Pochi cambi, ma mirati a far ritrovare la fiducia. Tanta umiltà nel dire che lui è l’ultimo arrivato, che deve ancora imparare molto e soprattutto tanto lavoro. Da qui nasce il Milan di Gennaro Gattuso. Una squadra sicuramente non stellare, ma che partita dopo partita sta dimostrando che la posizione che merita è tutt’altra. Ora il Milan, con il suo condottiero, può davvero sperare di ripresentarsi in Europa e magari su un gradino più alto rispetto alla scorsa stagione.

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