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Alemao, Carmando e la Fatal Verona: 28 anni fa la “monetina” nella lotta scudetto tra Milan e Napoli

Quando c’era il vecchio conio era tutta un’altra Italia. Sembra uno spot filo-governativo ma, in realtà, quando c’era la vecchia e cara lira le monete avevano un altro peso. Per credere, domandare ad Arrigo Sacchi, Diego Armando Maradona e, soprattutto, Alemao, tutti protagonisti di uno storico, ormai antico, testa a testa tra Napoli e Milan.

Il dominio lombardo-campano Non parliamo di potere d’acquisto o di capacità di imporsi sui mercati finanziari, bensì della vicenda che, nella stagione ‘89/90, indirizzò lo scudetto verso Napoli. In un campionato tesissimo, con rossoneri e azzurri in ballo sino all’ultima giornata, gran parte della stagione si decide alla 31^ giornata. Il Milan pareggia a Bologna, mentre il Napoli vince 2-0 con l’Atalanta. Una vittoria sonante, in tutti i sensi. Come la monetina che dalle gradinate si abbatte proprio su Alemao, centrocampista partenopeo che, su suggerimento del massaggiatore Carmando, se la prende comoda facendo pensare ad un grave infortunio. La vittoria arriverà con le carte bollate. Svolta nella lotta al vertice, con il Milan che, alla penultima giornata, cadrà nella “fatal Verona”, con dolce epilogo per il Napoli di Alberto Bigon: secondo titolo per i campani.

Un’eccezione, le prime storie stile Leicester di Ranieri, per fare un paragone moderno, dato che di lì a poco il Milan inaugurerà un ciclo di tre scudetti consecutivi (dal ‘91 a’94). Trionfi che si aggiungono ai capolavori di Coppa Campioni. Quelli del biennio ‘88-90, contro Steaua Bucarest e Benfica e, specialmente, il 4-0 inflitto allo stellare Barcellona allenato da Johan Cruijff.

Sono trascorsi 28 anni, era l’Italia che avrebbe ospitato i mondiali del ’90, era la serie A che ha fatto la storia. Il big match di stasera è una partita di inizio stagione, l’esordio per un diavolo in cerca di pace e una lotta, quella di Carlo Ancelotti, contro quel glorioso passato di cui è stato spesso artefice.

Rivoluzioni che il tempo non risparmia a nessuno: tutto è dannatamente cambiato, anche la valuta. Adesso c’è l’euro e forse era davvero meglio prima.

Con buona pace degli economisti.

Buon Napoli – Milan.

di Luca Villari

Redazione Il Milanista

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