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#TBT: L’ INCONTRO CON NELSON MANDELA

 

Il 1993 non era anno di Europei o Mondiali e il Milan affrontò la tournée di fine stagione con tutti i suoi giocatori, senza prestiti o aggregati. Dopo aver vinto lo scudetto, il tredicesimo della storia rossonera, il Milan era atteso in Australia da due amichevoli, entrambe contro la Nazionale locale, nel primo caso a Sydney e nel secondo a Melbourne. Ma prima di dedicarsi alle due sfide in notturna fra i canguri, il Milan fece tappa in Sudafrica, proprio per incontrare lui…

NELSON MANDELA: CIAO MILAN
I momenti di contatto fra il leader dell’African National Congress, all’epoca tornato in libertà da tre anni e mezzo, furono due. Il primo privato, il secondo pubblico. Il Milan era atteso il 12 giugno da una amichevole con gli Orlando Pirates, la squadra del grande agglomerato nero di Soweto, abbreviazione di South Western Townships, il quartier generale ideologico della rivolta anti-discriminazione da apartheid. Il giorno precedente, l’11 giugno 1993, avvenne il primo incontro con l’eroe della pace. Silvano Ramaccioni, capo-delegazione rossonero in quella occasione, ricorda: “Eravamo tutti in giacca e cravatta, emozionati e rispettosi, portammo a Mandela i saluti di tutto il Milan, ma anche dell’Italia perché sul nostro gagliardetto c’era il tricolore. Ricordo il sorriso buono di quest’uomo che ha fatto la Storia del mondo. Lui indossava un maglione scuro di Missoni, un grande tifoso rossonero, e questo ci fece molto piacere. È con emozione e rispetto che ricorderò e ricorderemo per sempre quel giorno”.

FORZA MILAN! NELLE MANI DI MADIBA
Il giorno dopo, allo stadio Ellis Park di Johannesburg (lo stesso nel quale, nel 2010, ai Mondiali, si sarebbero giocate alcune partite di ottavi e quarti di finale), c’erano 60.000 persone. Prima della gara, Mandela, vestito in loden blu e con cravatta rossa, fotografato anche con una copia del mensile ufficiale Forza Milan! stampato in edizione speciale per il 13′ scudetto rossonero, stringe la mano a tutti i giocatori rossoneri, soffermandosi in particolare con il capitano, Mauro Tassotti, presentatogli da Fabio Capello, e con Jean Pierre Papin, il bomber della squadra.

 

FILIPPO GALLI: “FU EMOZIONANTE”
Proprio JPP, di lì a poco, avrebbe segnato due dei tre gol della vittoria rossonera (3-2 il risultato finale di Orlando Pirates-Milan), con Roberto Donadoni a sua volta nel tabellino. Tra i giocatori di allora che ricordano ancora oggi la stretta di mano con Nelson Mandela, c’è Filippo Galli, attuale responsabile del Settore Giovanile rossonero: “Fu un incontro molto sentito, ne rimasi molto colpito, al pari dell’incontro che avemmo con Giovanni Paolo II, personaggi di una statura irraggiungibile, di un carisma superiore. Quando andammo sotto il suo palazzo per salire ad incontrarlo nel suo ufficio, a Johannesburg quel giorno c’era una grande folla. Davvero molto emozionante”.

Fonte: acmilan.com

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