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Montella placa l’entusiasmo: “La Champions non sarà facile”

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MILANO – Consapevolezza nelle parole di Vincenzo Montella nel primo giorno di ritiro rossonero a Milanello. Parole lontane dall’entusiasmo del popolo rossonero. Tanti buoni giocatori, nessun top al momento e un peso da portarsi sulle spalle da qui a fine stagione: l’obbligo di arrivare in Champions League con o senza Gianluigi Donnarumma.

 

Il caso Donnarumma snerva la società rossonera


Una parentesi ancora da chiudere quella del caso Donnarumma, anche se manca poco, pochissimo. Tuttavia  secondo Marco Fassone “quello che accadrà è ancora avvolto dalla nebbia…Mino fa il suo lavoro. Normale che spinga per avere certe richieste economiche, ma per noi sono irraggiungibili”.

In ogni caso “Gigio è stato convocato per l’11 luglio. Ci aspettiamo una sua risposta in tempi rapidi. Ha in mano la nostra proposta e non ci sono elementi tali da dover riflettere, spero in una risposta positiva”, continua l’ad rossonero, ma subito dopo Mirabelli tiene a chiarire che non è un ultimatum, per non agitare troppo le acque. Eppure un po di nervosismo da parte del club si percepisce: è un attesa non concepita dalla dirigenza milanista. Ma ora si tratta la situazione con le pinze per non esasperare i toni.

 

Montella, il pilastro del nuovo Milan

Il tecnico rossonero invece ha sposato prima la causa rossonera che prevede una rivoluzione – già in atto -in casa Milan. La sua firma è arrivata prima delle vacanze non senza qualche riflessione: “Mi è stato prospettato un progetto di cui sono entusiasta, il feeling è nato subito: ecco da dove nasce la mia firma, magari ho forzato un po’ per andare sereno in vacanza e non avere tentazioni”. Forse la Roma, forse altro. Ma ora c’è solo il Milan e tanto lavoro sul campo. “Ho una grande responsabilità perché ci sono grandi aspettative. L’importante è avere obiettivi raggiungibili e non irreali”, spiega Montella.

Sui nuov arrivi e sul mercato

E sul mercato tanti nuovi innesti: “Sono contento di quelli che sono arrivati. Di questi solo Kessie e Borini conoscono il nostro campionato. Non voglio avere e dare alibi, non so quanto ci voglia per diventare squadra, ma dovremo andare veloci perché nel calcio di oggi non c’è tempo. Alcuni devono ancora completarsi e crescere tanto. Noi pensiamo al presente ma anche al futuro. Toccherà a me aiutarli a diventare pronti”.

Discorso che vale anche per André Silva: “Deve segnare di più…”. Ecco perché Kalinic farebbe al caso del Milan, e Montella non nasconde l’interesse: “A me piace tanto”.

Un messaggio dopo l’altro per Mirabelli seduto al suo fianco: “Ora va fatta anche un po’ di pulizia perché in alcuni ruoli ci sono troppi giocatori: per esempio abbiamo tre terzini sinistri e tre terzini destri…”. E’ tempo di cessioni quindi a casa Milan. La rivoluzione continua.

 

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Redazione Il Milanista

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