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L’ex Bertolacci rivendica: “Al Genoa per scelta mia, il Milan voleva tenermi”

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MILANO – Doveva essere uno dei perni del centrocampo del nuovo Milan, ma le cose spesso non vanno come si pensa e questo, in fondo, Andrea Bertolacci poche settimane fa ha fatto una scelta di mercato coraggiosa: quella di tornare al Genoa, la squadra che lo aveva lanciato un paio di stagioni fa, per tornare protagonista e riguadagnarsi un posto in Nazionale. Doveva essere uno dei punti cardine del nuovo Milan, poi il suo cambio di rotta. E oggi Bertolacci rivendica quella scelta che, precisa, è dipesa solo e unicamente da lui, come ha ammesso a Sport Week: “Avevo ricevuto tante offerte. Quella genoana mi ha preso più di tutte, anche emotivamente. A Vincenzo Montella piacevo e il Milan ha provato a tenermi fino all’ultimo, infatti mi hanno ceduto solo in prestito. Ma io avevo bisogno di tornare a sentirmi protagonista”.

Che al Milan non sono stati anni facili è evidente. Gli infortuni hanno avuto il loro peso, e lo sa anche Bertolacci: “Nei due anni al Milan mi sono infortunato come mai prima. Non avevo mai sofferto di problemi muscolari. Il primo, maledetto, contro la Lazio a Roma, per salvare con un colpo di tacco una palla che stava uscendo in fallo laterale. Avevo fatto gol, stavo giocando alla grande, e dopo mezz’ora mi faccio male in quel modo stupido. Penso: “Va bene, può capitare, riparto”. E invece sono arrivate le ricadute, una dopo l’altra, o infortuni in punti diversi, ma sempre ai muscoli. Non sono mai riuscito a trovare continuità”. Ma ci tiene a sottolineare che la colpa non è dei medici rossoneri “Può succedere che un allenatore esiga che un giocatore gli venga messo a disposizione, oppure che i medici ti considerino clinicamente guarito, ma da lì a forzare ne passa”.

Per Bertolacci c’erano anche offerte spagnole in passato, ma lui ha sempre preferito dire di no. Alla fine i rossoneri, due anni fa, lo pagarono 20 milioni di euro: una cifra giudicata da qualche tifoso, col senno del poi, decisamente troppo alta. “Per me è stato un motivo di orgoglio essere pagato tanto. Voglio ricordare che quando il Milan mi ha comprato ero reduce dalla mia miglior stagione al Genoa, tanto da essere finito in Nazionale – spiega ancora il giocatore genoano – . Me ne hanno dette di tutti i colori? Non me ne è fregato niente. Il calcio è fatto di alti e bassi. In questi due anni mi sono sposato e ho avuto un figlio: ho riconsiderato la mia scala di valori, ho capito che nella vita ci sono cose più importanti di un infortunio. Certo ho avuto la conferma che in Italia il calcio è vissuto in maniera diversa e peggiore rispetto ad altri. Questo fa di noi un Paese arretrato…”

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