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Galli: “È stata intrapresa la strada giusta per tornare ai fasti di una volta”

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MILANO – In un’intervista ai colleghi di Milannews.it, Giovanni Galli, ex rossonero e ora opinionista Premium, parla del mercato fatto fino ad adesso, di cosa manca e approfondisce dettagliatamente su ogni giocatore.

Si aspettava una campagna acquisti così rapida ed efficiente? – “Stanno facendo un mercato che mi ricorda quello del primo anno di Berlusconi alla presidenza. Hanno preso dei giocatori giovani, molto interessanti e validi per il nostro campionato. È stata intrapresa la strada giusta per tornare ai fasti di una volta”

Andrea Conti è l’uomo giusto per la difesa? – “Conti e Caldara le assolute rivelazioni dello scorso campionato. Due difensori che segnano 8 gol a testa è qualcosa di raro da trovare, anche guardando nei top club europei. Andrea ha grande temperamento ed una spinta continua, fa impressione vederlo perché corre sempre. Deve migliorare sotto l’aspetto della qualità del piede, ma è uno che non molla mai per 90’. Può diventare un trascinatore del Milan, a livello di carattere e carisma, crescendo in questo spogliatoio”

L’ultimo arrivato: Hakan Calhanoglu – “Un buonissimo giocatore, ma la vera forza è la sua duttilità. Può essere utilizzato praticamente ovunque in campo. Dietro le punte, davanti alla difesa, esterno d’attacco, fa tutto con efficienza. Credo possa diventare una sorta di regista offensivo, dettando i tempi della manovra in avanti. Ora non vorrei esagerare, ma mi sembra proprio che questa dirigenza volesse stravolgere dal centrocampo in sù e ci è riuscita, inserendo anche Kessie”.

Manca qualcosa a centrocampo? – “Sì, manca Lucas Biglia. Un regista che ha carisma, qualità di visione, conosce il nostro campionato e ha 31 anni, l’età giusta da inserire in un mix di giovani per raggiungere subito gli obiettivi prefissati. In un Milan come questo, in fase di rinascita, utilizzare un giovane come playmaker sarebbe rischioso, ecco perché prenderei l’argentino”

Passiamo all’attacco: Andre Silva – “Non aspettiamoci che possa essere il salvatore della patria. È molto giovane, un classe ’95, e avrà bisogno di imparare da Montella, di un periodo di rodaggio italiano. Ha qualità importanti, sono innegabili, ed è un grande investimento per il futuro, ma non pretendiamo diventi nel giro di pochi mesi il nuovo Messi o Cristiano Ronaldo. La Serie A è un campionato molto diverso da quello portoghese, e per prima cosa dovrà studiare le difese dei nostri allenatori. Non è il fuoriclasse già affermato che ti cambia subito la squadra”

Intanto un giovane talento non sarà più rossonero…

 

Ilmilanista.it

 

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