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MILANO – Il Milan ha un sogno, che si chiama Pierre-Emerick Aubameyang. Ce la sta mettendo tutta il club rossonero per portare il giocatore al servizio di Vincenzo Montella. La data tanto attesa sta per arrivare: meno cinque giorni, poi il mercato cinese sarà chiuso e si allenterà la tensione dovuta alla pressione del Tianjian per i giocatore: in un caso o nell’altro il 15 luglio si farà un sospiro di sollievo e si guarderà avanti, conosenza Aubameyang.
Intanto appuntamento in Cina con il Borussia Dortmund: magai proprio in occasione dell’amichevole si potrebbe sbloccare qualcosa. C’è ancora speranza: dopo quella proposta monstre da circa 30 milioni di euro a stagione l’attaccante francese avrebbe dovuto accettare ad occhi chiusi, se fosse stato convinto. Ma non si sa mai, i rilanci sono sempre dietro l’angolo, e il club asiatico non vuole lasciarsi scappare il tanto bramato rinforzo dall’Europa.
Il Milan in questi giorni giorni intanto ha a che fare anche con importanti situazioni da chiudere per fare un po’ di cassa in entrata: da Bacca, diretto molto probabilmente verso il Marsiglia, a Niang, conteso tra Torino e Premier League, passando per Lapadula, che potrebbe rientrare in qualche trattativa in fase di delineazione: forse proprio quella di Lucas Biglia con la Lazio. Per Suso invece il discorso per ora è estremamente delicato: è del Milan, ma ha un contratto non lungo in scadenza nel 2019 che in qualche modo dovrà essere prolungato, sempre che decida di restare in rossonero.
Nel frattempo il Milan, da gennaio e quindi prima del closing, ha fatto almeno cinque-sei viaggi per Aubameyang: Mirabelli da solo, Mirabelli e Fassone in coppia, Fassone da solo. Fino allo scorso maggio, quando c’è stato un incontro molto segreto dalle parti di Milano, come riporta Alfredo Pedullà sul suo sito. Un faccia a faccia con l’attuale direttore sportivo rossonero che il giocatore farebbe carte false (si fa per dire!)
Già ai tempi dell’Inter Mirabelli avrebbe voluto prenderlo per 40 milioni di euro, la valutazione dell’epoca. Ma oggi metterebbe sul piatto una cifra quasi il doppio più alta. Anche l’ingaggio è altissimo: se la decisione di Aubameyang fosse quella di trasferirsi a Milano, il club menenghino sarebbe disposto persino ad accontentarlo nell’ingaggio, arrivando fino a a 8-8,5 a stagione più bonus.
Eppure quel faccia a faccia milanese ha incoraggiato il club perché il ragazzo tornerebbe anche volentieri, complice anche l’ottimo rapporto dei dirigenti rossoneri con il padre. Ma il rischio resta, e per questo il Milan non abbandona il piano B, che si chiama Kalinic. Il croato ha invece già manifestato la sua voglia di Milan, ma bisogna chiarire prima bene la situazione.
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