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Albertini: “È un anno che esce il mio nome, se la chiamata arriverà bene…”

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Demetrio Albertini ha parlato a La Nazione: “L’unica verità è che io mai stato contattato. Il mio percorso professionale da quando ho smesso di fare il calciatore lo conoscete, da dieci anni vado avanti per la mia strada come dirigente… O io o Maldini? Sì, questo lo sento… mi piacerebbe però rispondere sulla base dei fatti e non delle semplici ipotesi. È un anno che esce il mio nome, se la chiamata arriverà bene… ma dipende sempre da cosa chiede la nuova proprietà… Io ho fatto un certo tipo di percorso, Maldini un altro, Ambrosini Costacurta un altro ancora, giusto per citare tutti i nomi chiamati in causa. Ora serve capire di cosa e di chi Fassone avrà bisogno. Maldini una proposta l’ha avuta e ha già detto di no, evidentemente sulle basi di qualcosa che non lo convinceva”.

IL FUTURO  – “Quel che è importante è capire cosa succederà da giugno in poi. Nel senso che tutto dipende dal mercato: sarà quello il segnale di dove vorrà arrivare questa società. A ciò vanno aggiunte le difficoltà sul campo, perché Juve e Roma già ci sono, il Napoli è una grande realtà e la Lazio in continua crescita, e mi pare che anche l’Inter voglia attrezzarsi a dovere. E i posti per la Champions sono comunque quattro… Nulla è semplice e nulla è scontato. Sapevamo che qui sono operativi altri manager e dirigenti, e dovranno costruire tutto e guadagnarsi la fiducia… Ho sentito anche le prime interviste dell’amministratore delegato Fassone, giustamente ha detto di aver ‘avuto la possibilità di studiare’. Comunque a lui e agli altri dirigenti nuovi bisogna dar tempo di lavorare. Poi credo anche che un po’ di presenzialismo ci voglia da parte della proprietà che non può essere sempre assente.”

“Cosa serve per tornare grandi? Giocatori di grande qualità. Quindi un mercato che aumenti il livello della squadra. I punti chiave devono essere due: creare un modello proprio, vincente e poi non comprare tanto per comprare. Bisogna acquistare dei titolari, migliori di quelli che hai già. Serve un leader prima di tutto e Montella sa quanto sia complesso il mercato, non è semplice fare solo un nome. Dal Milan devi aspettarti una strategia che punti sui giovani in modo tale che siano pronti in un paio d’anni. Ad esempio, il Deulofeu di oggi fino a sei mesi fa era è talento inespresso e coi rossoneri sta facendo bene. Belotti? Uno come lui è da prendere subito, ci mancherebbe. Ma la complessità è tanta anche per lui, basta vedere prezzo e concorrenza…”.

L’ex centrocampista ha pure parlato al Corriere della Sera: “Berlusconi ha costruito i suoi successi con la presenza. Sento parlare di grandi acquisti: per tornare grandi servono gli investimenti ma pure un progetto sportivo e linee guida. Se bastasse il denaro allora il Psg avrebbe vinto chissà quante Champions”.

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