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Romagnoli: “Io e Gigio vogliamo essere il futuro della Nazionale. Per arrivare fin qui tanti sacrifici e rinunce”

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MILANO – Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Alessio Romagnoli ha affrontato molti temi, partendo dal fatto che al Milan adesso si è creato un vero e proprio blocco azzurro. “Si sta creando un blocco rossonero perché stiamo facendo bene col club. Anche Lapadula, che è l’ultimo arrivato, è fortissimo. Tutto questo dipende dal lavoro fatto dalla società. Speriamo di portare più giocatori possibili in Nazionale. Milan con in campo 11 italiani? Sarebbe segno che il progetto voluto da Berlusconi e Galliani sta funzionando. E poi forse noi giovani italiani non siamo così scarsi come ci hanno etichettato…”.

CRITICHE E SACRIFICI – “Le critiche non mi hanno mai preoccupato. Voi giornalisti mi mettete addosso tante responsabilità che però non mi hanno mai pesato. Penso a migliorarmi giorno per giorno. L’esordio con la Spagna? Io di carattere sono molto freddo. Prima della partita il c.t. mi aveva fatto capire qualcosa. Certo, trovarsi dinanzi a Iniesta qualcosa cambia, è normale ci sia differenza, ma ora chi gioca nel mio ruolo deve sapere sia difendere sia impostare. Vero che il mio passato da centrocampista mi ha aiutato, ma devo migliorare anche nelle cose in cui sono bravino, come nella marcatura e nella concentrazione. Per arrivare qui ci sono tanti sacrifici alle spalle, tante rinunce, a differenza di tanti miei amici che fanno cose che a loro piacciono e che non posso dire. Ma noi calciatori svolgiamo un lavoro che ci permette di avere tante gioie, mi diverto e vengo pagato per divertirmi”.

NAZIONALE –  “La cosa più emozionante vissuta finora? Forse il primo gol in Serie A (con la Roma al Genoa, ndr) e poi l’esordio in Nazionale. In fondo io mi sento ancora un Under 21, ci siamo qualificati per l’Europeo in Polonia e spero di andarci. Certo, la Nazionale maggiore è il sogno di ogni bambino e quando torneranno i big della difesa, da cui gente come Rugani e io impariamo tanto, spero di mettere in difficoltà Ventura nelle scelte. Il segreto, come ci dice sempre l’allenatore, è non sottovalutare mai le partite”. Infine su Donnarumma: “Io e Donnarumma speriamo di essere il futuro della Nazionale. Dipende solo da noi. Non possiamo accontentarci”.

Redazione Il Milanista

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