MILANO – Intervistato da “Il Corriere della Sera”, il preparatore dei portieri del Milan Magni, ha raccontato qual è il suo metodo di lavoro, e cosa si deve fare per diventare un grande portiere. “La cosa più importante è il tempo: il portiere deve diventare un atleta e per questo devi avere i ragazzi tanto tempo a disposizione per lavorarci e conoscerli. Qui stanno almeno sei ore al giorno e la parola d’ordine è rispetto. Lavoriamo su tre macroaree: fisica, tecnica e tattica. Partiamo dalla fisica: prevenzione, compenso, supporto alla struttura, sostegno, forza funzionale. Usiamo anche yoga e pilates. Solo la continuità dà la performance. Per quanto riguarda la tecnica, tutti gli allenamenti vengono filmati e finita la partita c’è un sistema di match analisi molto sofisticato. Parte tattica? Il portiere non è mai solo, basta con questi psicologismi, quello che fa è sempre in funzione della squadra: per esempio deve sapere andare incontro ai compagni nel modo giusto. Hanno la palla gli altri? Deve distinguere se l’avversario è in zona tiro e allora coprire la porta o in zona assist e allora coprire gli spazi. Deve studiare gli stili di corsa; sapere che il primo passo orientato verso la palla è fondamentale”.
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