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MILANO – Analisi interessante e ricca di spunti quella di Luigi Garlando, che scrive così sulla Gazzetta dello Sport a proposito dell’imminente passaggio in mani cinesi di Milan e Inter: “Il pallone è diventato troppo grande per un portafoglio solo e per rimbalzare nel solo giardino di casa. Richiede investimenti ingenti, capitali e strategie internazionali per sopravvivere ad alti livelli. E’ regola planetaria. Un’evoluzione darwiniana, naturale e, in quanto tale, legittima. Ci sta che Milan e Inter si ritrovino a rivolgersi alla stessa Cina nello stesso tempo. Però si può pretendere da chi acquista un minimo sindacale di passione. I milanisti non sanno ancora che faccia e che nome abbiano i cinesi che trattano con Silvio; gli interisti passano in un lampo dalle promesse di Thohir all’attesa di Suning. Alle soglie di giugno, quando si progettano le squadre, Milan e Inter non hanno ancora la certezza di una proprietà e di un allenatore. Assurdo, per una piazza storica e innamorata come Milano che merita rispetto e chiarezza. Se non la passione di un tempo”. Ieri per il Milan è stata una data storica: CONTINUA A LEGGERE
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