MILANO – Beppe Bergomi, intervistato da Gazzetta dello Sport, incensa Giogio Donnarumma e ne approfitta per fare un tuffo nel passato: “Leggo della convocazione di Gianluigi Donnarumma e mi viene in mente quando un pulmino dell’Inter mi portò dalla Pinetina al ritiro della Nazionale a Como. Il c.t. Bearzot mi aveva convocato per l’amichevole di Lipsia contro la Germania Est nell’aprile del 1982. Esordii proprio in Germania, dove l’anno prima dovetti rinunciare all’Europeo di categoria per la morte di mio padre. Fu un segno del destino. Esordii a 18 anni e 3 mesi e 23 giorni, il 14 aprile del 1982. Ora tocca a Donnarumma. Gli consiglio di usare l’umiltà che si intravede in lui. E poi di ascoltare chi gli sta intorno, di farsi voler bene dallo spogliatoio. Nel suo ruolo può anche sfruttare la vicinanza con Gigi Buffon, un uomo che ti può aiutare se hai meno di vent’anni. La convocazione di Donnarumma è anche un premio per Sinisa Mihajlovic che l’anno scorso decise di lanciarlo titolare nel Milan dando fiducia a un ragazzo in una stagione comunque particolare. Una scelta coraggiosa e allo stesso tempo lungimirante. Donnarumma non ha un atteggiamento guascone e questo lo aiuterà nell’inserimento del gruppo. Poi, toccherà al campo”.
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