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MIHA vs SUPER PIPPO – Si stava meglio quando si stava peggio?

Da quando siede sulla panchina del Milan, Mihajlovic e la sua squadra vengono perennemente accostati a quella del suo predecessore, Filippo Inzaghi. Il tecnico serbo è stato scelto dalla dirigenza rossonera con l’intento di riuscire ad imporre un’identità alla squadra, identità che manca dall’ultimo scudetto vinto con Allegri in panchina. Quel Milan però, era pieno di campioni che ora fatichiamo a trovare in casa rossonera. In estate sono stati spesi la bellezza di 80 milioni di euro, è vero, ma sono arrivati i vari Romagnoli, Bertolacci e Bacca: non di certo paragonabili a quelli che furono Thiago Silva, Gattuso o Ibrahimovic per intenderci. Ritornando al paragone con la squadra di Inzaghi, le differenze seppur sostanziali parlando di budget, sono minime se non assenti del tutto. Lo scorso campionato con Super Pippo in panchina, il Milan prima della sosta natalizia aveva 25 punti con 25 reti fatte e 18 subite; nella stagione in corso la squadra di Mihajlovic ha collezionato 28 punti realizzando 24 reti e subendone 21, il tutto con una partita in più rispetto al Milan di Inzaghi (17 contro le 16). Il cambiamento tanto auspicato, statistiche alla mano, ancora non c’è stato e Mihajlovic che nel frattempo sembrerebbe non godere più della fiducia del Presidente Berlusconi e di Galliani nonostante il panettone mangiato, non è ancora riuscito a plasmare la sua squadra ad immagine e somiglianza. Cosa che invece, gli era riuscita brillantemente alla Sampdoria. A difesa del tecnico serbo va detto che da inizio anno non ha mai potuto contare su Menez, leader quasi inaspettato del Milan che fu di Inzaghi; Bacca sembra andare a corrente alternata a volte risultando lontano parente di quello ammirato a Siviglia e il figliol prodigo Balotelli non è mai stato disponibile se si esclude la partita di Udine in cui è andato anche a segno. Il più grande merito di Mihajlovic però, è quello di aver fatto esordire in prima squadra il 16enne Donnarumma che ha di fatto tolto il posto da titolare al più navigato Diego Lopez. In conclusione, chiuso il 2015 con la vittoria di Frosinone, il Milan è chiamato a disputare un 2016 ben diverso da quello che è stato l’anno ancora in corso anche perché Mihajlovic continua ad essere in bilico e non qualificarsi alle coppe per il terzo anno consecutivo, sarebbe un danno economico e d’immagine catastrofico che la società rossonera di certo non può permettersi.

Redazione Il Milanista

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