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Un derby simbolo della stagione: l’analisi post Inter-Milan

L’analisi post Inter-Milan

Stefan De Vrij, difensore dell’Inter, batte Romagnoli e infila di testa Donnarumma.

MILANO – Era tutto troppo bello. I primi 46 minuti del derby ci avevano fatto assaporare il gusto dei vecchi tempi, quando il Milan dominava in lungo e in largo su ogni campo e contro ogni avversario, facendoci sognare un derby diverso da quelli più recenti, tinto totalmente e finalmente dai colori rossoneri. Già, lo era, Perché così non è stato.

CROLLO – Il Milan, dopo essere stato in vantaggio per 0 a 2 a seguito di un primo tempo letteralmente dominato, si è fatto rimontare fino al 4 a 2 da un Inter gagliarda, spinta dalla verve del suo allenatore e dalle qualità stratosferiche dei suoi campioni. Eppure, la strategia di Pioli era, di fatto, stata perfetta: Calhanoglu, schierato nel ruolo di trequartista nel 4-2-3-1, marca a uomo Brozovic, fonte di gioco dei padroni di casa, inibendolo e detta i tempi in fase offensiva al gioco rossonero, caratterizzato dai costanti inserimenti alle spalle di Ibrahimovic di Rebic, Castillejo e Theo Hernandez con Kessie che pressa in ogni zona del campo. Sta di fatto che l’Inter, nei primi 45 minuti, è stata totalmente in balia di Ibra e compagni, con lo svedese assoluto trascinatore con l’assist per il goal di Rebic e della rete del momentaneo 0-2. Nella ripresa, il crollo: l’Inter trova prima il jolly con Brozovic, poi il millimetro fortunato che lascia in gioco Sanchez per il pareggio di Vecino, per chiudere con i super colpi di testa di De Vrij per il 3 a 2 e di Lukaku per il definitivo 4 a 2.

Tutta la potenza di Zlatan Ibrahimovic, assoluto trascinatore del Milan.

COME LA STAGIONE – Non è difficile affermare che questo derby rappresenti al meglio l’intera stagione del Milan. Il primo tempo dominato è paragonabile ai periodi positivi della squadra di Pioli, capace di inanellare qualche risultato utile consecutivo, condito da un paio di vittorie buone anche sotto il punto di vista del gioco; il secondo tempo, invece, raffigura i periodi negativi, quando i rossoneri crollano sul più bello, si fermano al primo ostacolo e non riescono più a reagire. Intanto, la Champions League è a 10 punti e l’Europa League è a 2. Solo che, se sarà ancora l’incostanza a far da padrone in questo Milan, ci saranno poche speranze di successo. CLICCA QUI>Intanto, scopri il peggiore in campo di Inter-Milan: siete d’accordo?

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Redazione Il Milanista

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