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Ok le assenze, non l’atteggiamento: l’analisi post Milan 1-1 Udinese

MILANO – Il Milan esce con un solo punto dalla sfida contro l’Udinese: è terminato, infatti, 1-1 il match valido per la 25esima giornata del campionato di Serie A; a segno Rodrigo Becao al 68esimo per i friulani e Franck Kessie al 97esimo per i rossoneri, su un calcio di rigore (netto) concesso dall’arbitro Massa per tocco di mano di Stryger Larsen. La squadra di Stefano Pioli resta, dunque, al secondo posto in classifica con 53 punti, ma vede assottigliarsi il vantaggio su Juventus e Atalanta a soli 4 punti e potrebbe vedere allungarsi quello sull’Inter, impegnata stasera a Parma.

Milan tra assenze e atteggiamento scarico

Nel commento di oggi vado con ordine, costatando in primis due verità oggettive ben note a tutti già da prima del match: al Milan mancavano Tomori, Bennacer, Calhanoglu, Ibrahimovic e Mandzukic infortunati, più Calabria e Saelemaekers per turnover, a cui si è poi aggiunto nell’intervallo Tonali uscito per un problema muscolare, e l’Udinese, bestia nera dei rossoneri, è una squadra rognosissima contro cui è sempre difficilissimo giocare. Era palese sin dal fischio d’inizio, dunque, che i rossoneri avrebbero faticato tantissimo a rompere il muro difensivo friulano, sopratutto senza un vero 9 a lottare contro i giganti di Gotti e, passando al campo, con un Leao decisamente deleterio.

Bonifazi e Leao durante Milan-Udinese

L’attenuante delle assenze, dunque, c’è, ma non toglie tutte le colpe a Romagnoli e compagni. La squadra non ha giocato bene, tirando poco in porta e mostrando un atteggiamento abbastanza scarico: non si è vista una vera e propria reazione dopo il goal subito, con una gara che stava scivolando via senza sussulti. “Ho visto – ha commentato Stefano Pioli a DAZNdeterminazione e mancanza di lucidità. È mancata qualità e ritmo, non rabbia e determinazione. “Mi aspetto sempre tanto dai miei giocatori. Rafa ha caratteristiche più adatte ad attaccare gli spazi. Quando trova difese così chiuse non ha ancora la scaltrezza per anticipare il difensore. Oggi ci mancavano le caratteristiche giuste per affrontare questo tipo di partita, ci mancavano i due attaccanti veri in rosa. Leao e Rebic hanno altre caratteristiche”.

È evidente, dunque, che per tenersi stretto questo secondo posto (e questa qualificazione alla prossima Champions League) serva tenere sempre l’atteggiamento giusto in campo e non la lentezza e prevedibilità vista ieri a San Siro. E magari un 9 vero in più, anche perché contro l’Hellas Verona

Redazione Il Milanista

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