Divock Origi
Divock Origi continua a rappresentare un caso spinoso per il Milan. L’attaccante belga, arrivato a parametro zero, non ha mai inciso davvero. In campo ha lasciato poche tracce, fuori è diventato un peso a bilancio. Il suo contratto scadrà soltanto nel giugno 2026. E questo complica ulteriormente i piani della dirigenza rossonera. Il Milan avrebbe voluto chiudere la vicenda già quest’estate. L’obiettivo era liberarsi dell’ingaggio e alleggerire i conti societari. Ad agosto sembrava che la soluzione fosse a un passo. Origi appariva incline ad accettare la risoluzione consensuale.
Si parlava di una buonuscita pari al 50% degli emolumenti residui. Una cifra importante ma considerata sostenibile pur di voltare pagina. Negli ultimi giorni, però, è arrivato l’imprevisto dietrofront. Il belga ha frenato, raffreddando l’ipotesi dell’addio anticipato. Così la sua presenza resta un problema irrisolto per il Milan. Il club non nasconde la frustrazione per la situazione in stallo. Il futuro di Origi resta incerto, ma il tempo gioca dalla sua parte.
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