MILANO – Dopo la vittoria nell’andata a Milano per 3 a 0, il Milan andò a giocarsi la Coppa Intercontinentale contro l’Estudiantes nell’inferno di Buenos Aires, all’interno dello stadio del Boca Juniors; tale gara, più che per il primo trofeo intercontinentale della storia rossonera, viene ricordato per gli episodi di grande violenza verificatisi in campo nel corso della gara di ritorno. Il match, terminato 2 a 1 per gli argentini, si svolse per una vera e propria caccia all’uomo; bersaglio il rossonero franco-argentino Nestor Combin, che veniva considerato un traditore dagli argentini, dal momento che ha scelto la nazionalità francese. Il giocatore a fine match si troverà con naso e zigomo fratturato e verrà inoltre prelevato dalla polizia e arrestato per diserzione. Solo qualche ora più tardi, Combin potette rientrare in Italia con i compagni, mentre tre suoi colleghi dell’Estudiantes andarono incontro a sanzioni dalla federazione argentina e a 30 giorni di reclusione.
Al di là di queste considerazioni storiche, oggi ricorre il cinquantunesimo anniversario dal primo trofeo Intercontinentale del Milan: un giorno che consacrò i rossoneri quale potenza mondiale, destinati, come sappiamo, ad un futuro ancora più straordinario.
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