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Mansur: “Paquetà è un giocatore che da molto tempo il calcio brasiliano non riusciva a produrre”

Carlos Eduardo Mansur ha parlato alla Gazzetta dello Sport.

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Ecco le sue dichiarazioni: “Paquetà è un giocatore che da molto tempo il calcio brasiliano non riusciva a produrre. È in grado di eseguire vari ruoli. Io, come Maurício Barbieri (uno dei vari ex allenatori del Flamengo, n.d.r.), ritenevo qualche tempo fa che lui avrebbe potuto essere un elemento di spicco nel ruolo del numero 8 come si dice qui in Brasile, cioè, giocare un po’ più avanti rispetto al regista basso, raccogliendo il pallone e organizzando il gioco da dietro. Ma già avvicinandosi alla fine della scorsa stagione con l’infortunio di Diego (ex Juventus, n.d.r.) e l’inserimento di Arão nella squadra titolare del Flamengo, Paquetà è stato schierato da centrocampista più vicino all’area avversaria. Un tipico numero 10, quello che voi in Europa chiamate trequartista. E lo ha fatto bene. È in questo ruolo che lo vede il c.t. della nazionale brasiliana Tite: nel trio di centrocampo il giocatore più avanzato. Immagino che al Milan pensino pure di schierarlo in posizione più avanzata, ma non ne sono sicuro. Paquetà non è un velocista, bensì uno intelligente, calciatore di buona tecnica, di buon eseguimento delle giocate, ma dovrà adattarsi al calcio europeo in questo aspetto. Non lo conosco personalmente, ma dicono che è un bravo ragazzo, di buon comportamento. Però davanti alle tante aspettative intorno a lui, con la necessità di affermarsi a tutti i costi visto l’investimento elevato del Milan, si è dimostrato un po’ ansioso, un po’ stizzoso. Si faceva vedere ogni tanto in quelle discussioni sul campo con gli avversari che lo accusavano di provocarli. Tutto ciò dimostra che ha bisogno di maturare, ma è normale alla sua età, non è mica un crimine, è una cosa che si può sistemare, ma richiede attenzione da parte di chi lavorerà con lui. Credo che Paquetà sia un’ottima promessa di giocatore a livello internazionale. Non posso assicurare che sarà un top mondiale, che sarà un brasiliano in più che va al Milan per essere il migliore del mondo. Sarebbe mettere il carro troppo davanti ai buoi. Solo il tempo lo dirà. Ma il potenziale lo ha“.

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Redazione Il Milanista

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