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ESCLUSIVA- Prandelli: “Pioli serio e capace, ma per il quarto posto sarà dura. Piatek? E’ un finalizzatore, deve giocare in area”

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Di Simone De Bari

MILANO – La seconda sosta per le Nazionali si è conclusa e domenica sera il Milan tornerà in campo per l’ottava giornata di campionato, ricevendo a San Siro il Lecce. I microfoni della nostra redazione ne hanno parlato, in esclusiva, con l’allenatore Cesare Prandelli.

L’Italia si è aggiudicata la qualificazione ad Euro 2020 con tre turni di anticipo: che idea si sta facendo della squadra azzurra?

“Intanto vanno fatti i complimenti a Mancini: ha avuto delle intuizioni brillanti puntando su un gruppo di ragazzi che sta facendo crescere. All’inizio, quando convocava giocatori che non erano neppure titolari nelle rispettive squadre, sembravano provocazioni. Invece i risultati stanno dando ragione al CT. Si è ricreato entusiasmo e voglia di star vicino alla Nazionale. Questa squadra può crescere ulteriormente: c’è ancora quasi un anno per farsi trovar pronti all’Europeo”.

Quale ruolo potrà svolgere questa Italia?

“E’ ancora troppo presto per dirlo. Ora bisogna far crescere questi ragazzi senza mettergli troppe pressioni e senza creare aspettative”.

Capitolo Milan: pensa che Giampaolo meritasse più tempo?

“Francamente sì. Quando una società punta su un allenatore ad inizio stagione, cambiando modo di organizzare una squadra, ci vuole un po’ di pazienza. In due o tre mesi è difficile trovare i meccanismi giusti. Anche i giocatori hanno bisogno di tempo per assimilare nuovi metodi di lavoro; si deve creare un’alchimia che purtroppo non c’è stata”.

Domani inizierà l’avventura rossonera di Pioli: cosa può dare a questa squadra?

“Stefano è garanzia di serietà e capacità di adattamento. E’ molto competente: riuscirà a valorizzare i giocatori che ha a disposizione. Il lavoro è sicuramente difficile, ma dipende soprattutto da come la società vede questa squadra: se i dirigenti alzano tanto le aspettative diventa complicato, perché anche per lo stesso Pioli ci vorrà un po’ di tempo”.

Quarto posto: obiettivo concreto o sogno?

“In questo momento il Milan deve crescere come squadra. Se strada facendo tutti i giocatori aumentano il proprio rendimento il quarto posto diventa possibile, ma adesso vedo un Milan in difficoltà. Ci sono squadre più solide: la Lazio ha elementi che giocano assieme da diversi anni, la Roma si è potenziata, l’Atalanta si sta confermando difficile da battere e sono convinto che arriverà tra le prime quattro. Per il Milan sarà indubbiamente molto dura”.

Pioli dovrà anche provare a rilanciare Piatek. Lei, seppur per poco tempo, lo ha allenato la scorsa stagione nel Genoa: come si spiega questa sua involuzione?

“Secondo me Piatek è un finalizzatore, è uno che attacca l’area di rigore per chiudere le azioni. E’ un giocatore istintivo, se gli chiedi di fare tante cose perde questa capacità di essere efficace in area di rigore. L’anno scorso ha fatto tanti gol, ma il Milan è una società blasonatissima con una storia fatta di vittorie pazzesche: per ogni giocatore la maglia rossonera è molto pesante. Piatek tuttavia ha personalità, è un ragazzo serio e motivato: gli auguro di superare questo momento difficile”.

Contro il Lecce che gara bisogna aspettarsi?

“Tutti pensano ad una vittoria del Milan, ma occorre stare attenti al Lecce perché gioca un buon calcio, ha dei meccanismi consolidati e non ha nulla da perdere. La squadra di Liverani può creare problemi al Milan: per i rossoneri è una partita particolarmente insidiosa”.

Redazione Il Milanista

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