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ESCLUSIVA – Camplone: “Vi racconto Ricky Massara”

Di Simone De Bari

MILANO – Frederic Massara, per tutti Ricky, è da poco diventato il nuovo direttore sportivo rossonero e si appresta a costruire il Milan che verrà. La sua vita calcistica è stata legata a quella di Andrea Camplone, bandiera del Pescara. Insieme, nella stagione 91/92, hanno conquistato con la squadra biancazzurra una storica promozione in Serie A.

In panchina c’era Giovanni Galeone, Camplone era il capitano di quel Pescara, mentre Massara fu l’elemento della squadra a totalizzare più presenze in stagione. I due, poi, hanno continuato a lavorare assieme da allenatori, prima che Massara decidesse di intraprendere la carriera da dirigente che lo ha portato fino alla società rossonera. I microfoni della nostra redazione, in esclusiva, hanno intervistato proprio mister Camplone, il quale ci ha parlato del suo amico Ricky.

Mister, ci racconta il Massara calciatore? 

“Parlava poco, era molto serio e riservato, preciso in tutto quello faceva. Ad esempio, non c’era un allenamento in cui non arrivasse puntuale. Era un esterno d’attacco dotato di grande velocità e cambio di passo, segnava pochi gol ma faceva moltissimi assist: qualità al servizio della squadra. Insieme conquistammo una bellissima promozione in A”.

In cosa è diverso il calcio attuale rispetto a quello che vi ha visti protagonisti in riva all’Adriatico?

“La differenza principale è che oggi non ci sono più bandiere. Inoltre i giocatori hanno molto più potere rispetto a prima. Ormai se non metti in campo alcuni giocatori per due partite di fila, prendono e vanno via. Hanno il coltello dalla parte del manico nella maggior parte dei casi, e per questo è fondamentale che una società sostenga il proprio allenatore facendo rispettare la sua autorità. Spesso poi, sono i procuratori a determinare buona parte di una squadra. Il tecnico, purtroppo, si ritrova a dover fare più il gestore che l’allenatore. Questo avviene specialmente in Serie A, nelle categorie minori è diverso. Va sottolineato anche come oggi si giochi pochissimo a calcio, dato che si preferisce sempre di più l’agonismo alla tecnica: bisogna essere prima atleti e poi calciatori, prima invece era il contrario”.

Appesi gli scarpini al chiodo, lei e Massara avete proseguito la vostra avventura professionale in panchina…

“Esatto, è stato il mio vice a Pescara e a Martina Franca, anche se per breve tempo. Devo dire che per un allenatore avere un assistente come lui è veramente il top. Tuttavia, già aveva iniziato a lavorare come osservatore e ad un certo punto decise definitivamente di andare a collaborare con Walter Sabatini”.

Si aspettava che diventasse dirigente di una squadra importante come il Milan?

“Assolutamente sì: stiamo parlando di un vero fenomeno. Ha fatto tantissima gavetta, girando il mondo alla ricerca di talenti. Poi stare dietro ad uno come Sabatini è tanta roba, fa capire il suo spessore. E’ uno che parla svariate lingue, ha un’intelligenza e una cultura impressionanti. Per il Milan si tratta di un innesto di assoluto valore. C’è da dire, tra l’altro, che è migliorato tanto anche nel vestiario: mi deve ringraziare perché gli ho fatto cambiare look (ride ndr)”.

E’ quindi il direttore sportivo ideale per i rossoneri?

“Credo proprio di sì, lui è nato come talent scout. Ha una bravura incredibile: gli basta vedere un quarto d’ora di partita per capire quale sia il giocatore da prendere. Ora si parla tanto di lui anche perché negli ultimi anni è stato in grandi società come Inter e Roma, ma il suo lavoro parte da lontano, da una durissima gavetta durata molti anni. Come ho detto, se uno come Sabatini ha puntato su di lui, vuol dire che ha delle qualità importanti. Walter, non a caso, gli ha dato sempre carta bianca. Ora merita questa grande opportunità nel Milan”.

Siete tutt’ora in contatto?

“Certo, ci sentiamo spessissimo. C’è sempre stata una grandissima amicizia fra noi, è una persona eccezionale con cui ho un bellissimo rapporto e sono davvero felice di questa sua nuova avventura”.

Insomma, con Massara e Giampaolo il Milan può davvero tornare a togliersi delle soddisfazioni?

“Le potenzialità ci sono, insieme formano una coppia di sicuro affidamento. Giampaolo capisce di calcio e sa valorizzare gli elementi della rosa che gli vengono messi a disposizione, come ha dimostrato anche in questi ultimi anni alla Samp. Ricky, dal canto suo, è bravo a trovare i giocatori adatti all’allenatore. Sono entrambi seri e preparati: un connubio perfetto che può rilanciare questo Milan”.

Sull’argomento, infine, è intervenuto anche uno stretto collaboratore di mister Camplone, Marco Onesti, il quale ha esaltato le capacità di Massara: “Poche volte ho conosciuto un uomo calcisticamente intelligente e preparato come lui, è davvero un fuoriclasse nel suo lavoro. Sono certo che le sue qualità lo porteranno a fare grandi cose per il club rossonero”.

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Redazione Il Milanista

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