Serie A, la favola che non ci fa (sempre) sognare: il calcio non è più (tutto) di chi lo ama

Serie A, la favola che non ci fa (sempre) sognare: il calcio non è più (tutto) di chi lo ama

E’ cominciata, tra polemiche e grandi giocatori, la nostra amata Serie A. Un problema: è davvero ancora tutta nostra?

di Redazione Il Milanista

di ANTONELLO GIOIA

E’ cominciata la nostra amata Serie A; ma è davvero ancora tutta nostra?

Ronaldo sopraffatto da Bernardeschi: le favole sono ancora possibili, anche in Serie A.
Ronaldo sopraffatto da Bernardeschi: le favole sono ancora possibili, anche in Serie A.

MILANO – C’è chi tutta l’estate non ha aspettato altro. No al countdown per le vacanze, no a quello infinito per le ferie dal lavoro, si a quello per il primo kick-off della Serie A. In fondo, ne siamo un po’ tutti consapevoli: l’italiano, prima di essere ingegnere, professore, architetto, bagnino, barista, è allenatore di calcio. E, di conseguenza, il 18 agosto appena trascorso era più atteso di tutti i 90 e passa giorni estivi messi insieme. Più di ferragosto, senza esagerare. Bene, siamo al 20. Che ci rimane? Okay, la Serie A è cominciata e siamo un po’ tutti più felici. E un po’ tutti più italiani, tornando al dato certo del “siamo-tutti-allenatori”. Ma siamo sicuri che sta Serie A ci farà davvero sognare come ai bei tempi?

Partiamo dalle risposte negative, perché, passando poi a quelle positive, fanno meno effetto. Forse.
Innanzitutto, la tragedia del ponte Morandi l’ha subito resa monca. E ci mancherebbe, visto che, anche adesso, tutta Italia è vicina, vicinissima a Genova e alle sue vittime. Giustissimo così, ma fino ad un certo punto. Bene i rinvii di Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina, ma perché non rinviare tutte le partite? Perché festeggiare l’inizio di campionato di sabato 18 agosto con i funerali di stato in corso? Perché falsare il campionato inserendo due infrasettimanali a stagione in pieno corso con tante partite già in programma (il Milan ne saprà qualcosa)? Perché, visto che si trattava solo della prima giornata, non farla slittare completamente? La risposta è una e una sola: interessi economici. L’esordio di Cristiano Ronaldo ne portava troppi dietro con sé, ciò è innegabile. E i soldi, or ora, spazzano via tutto, non il dolore per le vittime innocenti di un ponte a Genova.
Ah, scusate, la Lega di Serie A ha altre cose a cui pensare. Tipo vietare ai calciatori di personalizzare le proprie fasce da capitano. “Vabbè dai, in Inghilterra lo fanno da anni e piace a tutti…”. Non scherziamo. A parte che in Premier la fascia di capitano è una fascia piccola, quasi invisibile; la nostra è ingombrante, esteticamente inguardabile, impostata con Word, o Publisher al massimo; tralasciando i dettagli grafici: ma perché non lasciare spazio ai calciatori? Alla loro creatività, alla loro inventiva, al loro modo – diverso e colorato – di dire qualcosa di bello e che piace. Sta fascia nuova, invece, ci dice solo che ci fa schifo. Nulla di più.

De Rossi è l'unico capitano a non aver indossato per protesta la nuova fascia della Serie A; sarà multato.
De Rossi è l’unico capitano a non aver indossato per protesta la nuova fascia della Serie A; sarà multato.

Non è mica finita qui, anche se me ne stavo dimenticando. Siamo solo alla prima giornata e per ora, ma neanche tanto, possiamo reggere l’urto. Ma quanto sarà odioso lo spezzatino di tutte le settimane? Più dell’aspirapolvere la domenica mattina alle 7, più delle schedine buttate al vento alla prima partita giocata. Tre partite al sabato (15:00 – 18:00 – 20:30), sei la domenica (12:30 – 15:00 – 18:00 – 20:30), una il lunedì (20-30). Spezzatino non solo sul campo giocato, anche in TV. Non bastava solo Sky, ora c’è anche DAZN, che tra ritardi e problemi vari in via di risoluzione si divideranno le partite di questa stagione e le tantissime critiche degli italiani. Ma non era più bello quando si sentiva tutto in radio, quando c’erano tutte le partite insieme, quando era tutto più semplice? Ah, già, i soldi, sempre lì batte il pensiero.

Mi fermo qui. Per fortuna che ci sono Cristiano Ronaldo, Higuain, Dzeko con i suoi goal al volo mancino, Insigne con i tiri a giro di cui uno-su-mille-ce-la-fa, Mazzarri con i suoi orologi e Spalletti con le sue scuse sul campo da gioco. Sempre se qualcuno riuscirà mai a vederli dal vivo, visto che per acquistare biglietti devi possedere Tessera del Tifoso, due case di proprietà e un terreno su Marte. No, mi fermo, sta partendo un’altra polemica. Vabbè dai, alle fine per fortuna che la nostra Serie A c’è ancora. Per ora (?). Intanto, Gattuso da urlo: l’annuncio fa impazzire i tifosi > CLICCA QUI

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