ESCLUSIVA – Sacchi ricorda il Milan campione a Barcellona: “La squadra più forte di sempre”

ESCLUSIVA – Sacchi ricorda il Milan campione a Barcellona: “La squadra più forte di sempre”

I microfoni della nostra redazione hanno intervistato Arrigo Sacchi, l’allenatore del Milan che nel 1989 vinse la Coppa dei Campioni al Camp Nou, cambiando la storia del calcio

di Redazione Il Milanista
Arrigo Sacchi, ex allenatore rossonero

Di Simone De Bari

MILANO – Domani sarà il trentesimo anniversario della vittoria della Coppa dei Campioni da parte del Milan contro lo Steaua Bucarest a Barcellona. Nell’indimenticabile finale andata in scena al Camp Nou il 24 maggio 1989, le doppiette di Gullitt e Van Basten regalarono ai rossoneri il “trofeo dalle grandi orecchie”, battendo 4-0 la squadra rumena e portando il club del Presidente Berlusconi sul tetto d’Europa. Ai microfoni della nostra redazione ne ha parlato, in esclusiva, l’allenatore di quel Milan leggendario: Arrigo Sacchi.

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Mister Sacchi, che ricordi ha di quella magica notte?

“Fu un’esperienza incredibile. La mia vittoria più bella. Il Milan non conquistava la Coppa dei Campioni da trentasei anni ed era circondato da tantissimo entusiasmo. Ci fu un vero e proprio esodo biblico da parte dei nostri tifosi: mai tanta gente aveva seguito una squadra in una finale fuori casa. I circa novantamila spettatori erano quasi tutti milanisti, anche perché la dittatura in Romania non permise ai sostenitori dello Steaua di seguire il loro club”.

Che atmosfera si respirava alla vigilia?

“I nostri tifosi erano quasi sicuri che avremmo vinto, soprattutto alla luce della straordinaria semifinale giocata contro il Real, battuto a San Siro 5-0. Il nostro successo era nell’aria, lo avvertivano tutti, anche i calciatori stessi”.

E’ stato il Milan più forte di sempre?

“Senza dubbio. La migliore squadra al mondo che sia mai esistita. Ma non l’ho detto io. Dopo la nostra straordinaria affermazione infatti, L’Equipe titolò: ‘Questa partita è destinata a cambiare la storia del calcio’. Noi non ci accontentavamo di vincere, ma volevamo anche divertire e dare spettacolo. Non a caso abbiamo avuto grandi riconoscimenti. France Football, recentemente, mi ha inserito al terzo posto dei migliori allenatori di tutti i tempi. Una bellissima soddisfazione, senza dimenticare che ho fatto solamente quattro anni in Serie A”.

Qual era il segreto di quella squadra?

“Una miscela perfetta di campioni, entusiasmo e applicazione. Una squadra che non si limitava a subire pochi gol, ma che costruiva tanto gioco e tante occasioni grazie ad interpreti eccezionali. Un Milan più forte di quello che fece il bis l’anno dopo contro il Benfica a Vienna”.

Lei ha indubbiamente cambiato la mentalità del nostro calcio.

“In Italia, oggi, qualche squadra cerca di attuare un gioco propositivo, ci sono cinque o sei formazioni che riescono ad esprimere un buon calcio. Tuttavia, nella maggior parte delle squadre la trama è sempre la stessa, fatta di tattica e difesa. Purtroppo non tutti giocano un calcio offensivo, coraggioso e che sia in grado di regalare emozioni”.

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