Zaccheroni: “In Champions Milan e Inter. Difetto dei rossoneri? Segna solo Piatek…”

Le parole di Alberto Zaccheroni.

di Redazione Il Milanista

Milan, parla Zaccheroni

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MILANO – Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero, si è così espresso a La Gazzetta dello Sport.

Zaccheroni, qual è il valore reale di questo Milan? Il quarto posto lo rispecchia?
“Secondo me sì. Finora Gattuso sta ottenendo il risultato che era alla portata, perché le tre squadre che gli stanno davanti hanno avuto più tempo per plasmarsi”.

Lo scorso weekend, però, è stato negativo per i club milanesi.
“Sì, ma vedo in Champions sia l’Inter che il Milan. Non penso che le squadre che arrivano da dietro abbiano possibilità di inserirsi per davvero.

Il divario con Juve e Napoli è davvero così ampio?
“Sì, essenzialmente per questione… di gol. In difesa le milanesi reggono il confronto, ma 43 reti in 29 partite sono davvero poche, rispetto a chi le precede”.

Come se lo spiega?
“Credo abbiano in rosa pochi giocatori con la propensione al gol. Il Milan, per esempio, ha solo Piatek. Se ripenso ai giocatori che ho allenato, Weah, Shevchenko e Bierhoff attaccavano l’area in un modo diverso da quello che osservo oggi. E quando allenavo il Milan, spingevo anche uomini come Guglielminpietro, Ambrosini o Helveg a fare lo stesso”.

Su cosa deve lavorare Gattuso?
“Piatek finora è stato lasciato un po’ solo, ma occhio a non perdere l’equilibrio nei cambiamenti. Il derby ha già dimostrato che il Milan va in difficoltà se si sbilancia. È abituato a lasciare poco spazio tra difesa e centrocampo, la retroguardia non deve alzarsi più di tanto, altrimenti perde i riferimenti. Se Rino davvero sposterà Paquetà più avanti, dovrà comunque mantenere ordine tattico”.

Una scossa ci voleva, però, nel Milan scottato da due sconfitte consecutive.
“Vero. I rossoneri mi sono sembrati meno sicuri, ultimamente. Avevano perso un po’ di certezze, può essere il momento adatto per apportare delle correzioni. Gattuso sa come intervenire, l’ho visto molto cresciuto in questi mesi, molto sicuro di sé nonostante le difficoltà”.

Qual è il difetto peggiore del Milan?
“La lentezza a centrocampo, che ogni tanto riscontro. Se permetti alla difesa avversaria di schierarsi, diventa più difficile trovare varchi e servire bene le punte.

A San Siro arriva l’Udinese. Quanti ricordi…
“Bei tempi, sì. Ed era bello soprattutto andare in panchina dall’inizio della stagione, fare tutto il ritiro, non subentrare in corsa… Spero che l’Udinese si salvi e credo ce la faccia, anche se ha cambiato troppi allenatori negli ultimi tempi. Non deve snaturarsi, è un laboratorio. Un trampolino di lancio per giocatori e allenatori ancora poco conosciuti verso il calcio di altissimo livello”.

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