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Anche Fonseca bloccato a Kiev: “Giorno più brutto della mia vita”

Paulo Fonseca, allenatore della Roma

L'ex allenatore della Roma Paulo Fonseca è bloccato a Kiev alla pari di De Zerbi. Sentite le sue parole

Redazione Il Milanista

In esclusiva al Jornal de Noticias ha parlato l'ex tecnico della Roma Paulo Fonseca che è bloccato a Kiev dove è in corso da stanotte la guerra tra Ucraina e Russia.

Le parole di Paulo Fonseca

"Mi sono svegliato alle cinque del mattino con cinque esplosioni di seguito. Avevo un volo in programma per oggi, ma ora è impossibile uscire da qui, perché gli aeroporti sono già distrutti e lo spazio aereo è stato chiuso. Farlo via terra? Le strade sono completamente ferme, perché è impossibile spostarsi con così tante macchine. Le code sono enormi, i supermercati sono stati presi d'assalto e non c'è più molto. La benzina ad esempio è terminata. Non ci resta che pregare che non cada un'altra bomba su di noi. Sinceramente non so come uscirò da qui. E’ il giorno peggiore della mia vita”. Queste le parole di Paulo Fonseca al Jornal de Noticias.

Zinchenko ha pubblicato una storia molto dura

Oleksandr Zinchenko è forse il giocatore ucraino più conosciuto sia in patria che all'estero. Il difensore del Manchester City tramite il suo profilo Instagram ha scritto: "Spero che tu muoia della morte più dolorosa e sofferente". Parole ovviamente rivolte al leader russo Vladimir Putin il quale stanotte ha dichiarato guerra all'Ucraina.

Anche Malinovskyi ha parlato della guerra in Ucraina

"Ragazzi, questa mattina presto la Russia ha ufficialmente iniziato la guerra sull’intero territorio dell’Ucraina. Tutti gli oggetti strategici esplodono, le persone sono inorridite, in preda al panico. Tutti i confini sono attualmente chiusi. Le nostre famiglie con Ruslan in Ucraina . Piango e prego per il mio Paese, per il nostro popolo, per la mia casa. Le notizie russe non dicono la verità . Dicono che stanno proteggendo l’Oriente da noi. Questo è un crimine contro tutta l’umanità, come si può fermare questo orrore". Questa la storia pubblicata dalla moglie di Malinovskyi e ri-pubblicata dallo stesso giocatore atalantino.