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Nainggolan a JuveNews.eu: “Mi manca l’Italia. 17 anni non si cancellano”

Ecco le parole dell'ex centrocampista di Roma, Inter e Cagliari Radja Nainggolan, recentemente passato all'Anversa

Redazione Il Milanista

L'ex centrocampista di Roma, Inter e Cagliari Radja Nainggolan ha rilasciato un'intervista in esclusiva ai microfoni di JuveNews.eu. Ecco le parole del belga passato in estate all'Anversa

Come va l'avventura in Belgio? 

"Qui sto bene perché sono nella mia città di origine. Posso dire che da quando sono arrivato sto rivivendo la mia infanzia (ride n.d.r.), è un altro calcio e mi sto divertendo ma l'Italia mi manca moltissimo. 17 anni non si cancellano facilmente".

Quella di tornare in Belgio era un'idea che avevi sempre avuto?

"Tornare in Belgio non è mai stato un mio pensiero o una priorità, ma nel calcio come vedi fanno tante promesse e dopo non vengono mantenute. Ho fatto questa scelta perche mi incuriosiva il progetto e perché ritornavo a casa dopo 17 anni".

Come mai non hai fatto ritorno alla Roma?

"Alla Roma non sono tornato perché non c'era mai stata l'offerta, ma il mio amore per questa squadra resterà sempre e continuerò a seguirla. Nei miei anni era una Roma più forte, eravamo sempre qualificati in Champions e da quando me ne sono andato, sono sempre stati alla ricerca di una base forte che, ogni anno continua a cambiare troppo. Una piazza come Roma merita di stare in Champions ogni anno. Se fossi tornato e la squadra non avrebbe reso come negli anni precedenti, questo avrebbe potuto rovinare il rapporto tra me e i tifosi giallorossi, ma non c'è mai stata una richiesta da parte loro". 

Pronostico su Inter-Juve?

"Sarà una partita difficilissima per entrambe. La Juve sembra aver ritrovato la solidità degli ultimi anni, subisce poco e concretizza molto di più. L'Inter è fortissima, secondo me vinceranno di nuovo e con un Dzeko cosi è tutto più semplice. A mio avviso è sempre stato uno dei migliori attaccanti al mondo perché ha tutto: corsa, visione di gioco, fisico, assist, gol e fa salire molto la squadra. Non saprei dirti un risultato esatto perché contro la Juve sarà sempre dura". 

Sei mai stato realmente vicino alla Juve?

"In passato sono stato cercato diverse volte dalla Juve, ma alla fine ho sempre preferito provare a vincere contro la squadra più forte che giocarci e vincere facile".

Da grande amico di Pjanic, come hai reagito quando hai saputo del suo trasferimento alla Juve?

"Pjanic ha fatto una scelta che non avrei mai pensato facesse. Andare alla Juve in quel periodo era impensabile. Alla fine sono contento per lui, a prescindere da qualsiasi scelta abbia fatto, per me sarà sempre uno di famiglia". 

Qual è l'allenatore che ti ha lasciato di più?

"Sono tanti. Spalletti è scontato, per la sua visione di gioco è quello con cui mi sono trovato meglio. Ma il primo a lanciarmi e a credere in me è stato Pioli, facendomi giocare un intero campionato di Serie B con il Piacenza. Devo molto anche a Somma, cosi come a Luciano Bruni che, mi ha trattato come fossi un figlio, aiutandomi ad inserirmi nel calcio italiano".

Da centrocampista, come valuti Pellegrini? Può diventare una bandiera della Roma come Totti e De Rossi?

"Credo che Pellegrini sia migliorato tantissimo e soprattutto è abbastanza giovane. Può diventare una bandiera se resterà a Roma per altri 10 anni e ha tutte le carte in regola per farlo, ma oggi come oggi il mondo del calcio ruota solo attorno ai soldi. Vedremo in futuro cosa accadrà".