Milan-Lazio, Gattuso: “Chiediamo scusa al pubblico per questa figuraccia. Ora il Torino, dobbiamo capire cosa non sta funzionando”

Le sue parole dopo Milan-Lazio

di Redazione Il Milanista

MILANO – Gennaro Gattuso, dopo Milan-Lazio, ha parlato a Rai Sport:

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“Nel primo tempo abbiamo tenuto bene il campo poi è venuta fuori la Lazio. Stiamo attraversando un momento così, stiamo facendo fatica e bisogna ammetterlo. Dobbiamo voltare pagina, già domenica c’è una gara da dentro o fuori contro il Torino. Il pubblico meritava qualcosa in più, ma la Lazio ha meritato di vincere. Cambiamenti? Vengono fatti per migliorare, qualcosa non sta funzionando e non può essere una questione solo  fisica, stiamo facendo tutto al di sotto delle nostre possibilità. Sia che Piatek gioca solo, sia che giochi con due mezze punte o con un altro attaccante le cose non stanno andando”.

Sulla gara contro il Torino: “Oggi ce la siamo giocata alla morte poi la Lazio ci ha messo in difficoltà, ora guardiamo avanti. Ci assumiamo le responsabilità di questa figuraccia. Manca un mese alla fine del campionato, abbiamo il dovere di dare il massimo”.

Ancora sulla partita: “Nel primo tempo siamo stati ordinati pur creando poco, poi la Lazio è emersa sia qualitativamente che fisicamente. La squadra sta facendo fatica e si vede, ho provato a trovare qualche soluzione diversa, ma non è bastato. Ora dobbiamo analizzare e recuperare, la responsabilità  è di tutti mia in primis. Quando giochi a campo aperto con gente tipo Immobile e Correa fai fatica. Il problema non è solo fisico, ma anche mentale, e tutto questo lo stiamo pagando a caro prezzo”.

Su Paquetà: “È un giocatore importante, ma l’involuzione è di tutta la squadra. Ora si sta allenando per noi e speriamo possa darci qualcosa in queste ultime partite”.

Sulle scelte: “Quando le faccio nessuno me le impone, quindi le rifarei. Il primo tempo, ripeto, non mi è dispiaciuto. Poi nel secondo siamo crollati sotto le tre occasioni avute dalla Lazio”.

Su Piatek e Cutrone: “Si può provare tutto ma il problema non è tattico, bensì è come approcciamo le gare. Se pensiamo solo agli attaccanti e alle mezzepunte imbocchiamo la strada sbagliata”.

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