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Kalulu si racconta: “I miei fratelli un esempio, voglio dimostrare”

PierrPierre Kalulu, difensore del Milan

Il centrale francese sta vivendo un grande momento della sua carriera e si è raccontato a Carlo Pellegatti in un'intervista per StarCasinò.

Redazione Il Milanista

Pierre Kalulu si è raccontato a Carlo Pellegatti in un'intervista per Star Casinò e ha affrontato diversi temi della sua vita.

FRATELLI CALCIATORI - "Per noi la settimana comincia venerdì o sabato, guardo le partite dei miei due fratelli e poi dopo c'è la mia. Ho un po' più di pressione per loro che per me. Quando sei piccolo vuoi fare le stesse cose di tuo fratello più grande, è un esempio. Loro hanno vissuto le cose prima di me, possono aiutarmi tanto e dirmi cos'è che sbaglio. Quando sei piccolo hai sempre il sogno di fare il calciatore. Quando vedi tuo fratello grande giocare partite importanti capisci che vuoi fare il calciatore. Voglio fare di tutto per essere pronto per queste partite". 

GENITORI - "Per loro è normale adesso ma guardare le nostre partite è una cosa speciale. Spero che tutto vada bene. Papà e mamma mi hanno aiutato, forse di più papà perché il calcio lo segue di più. Anche i fratelli ma papà ha seguito la mia crescita". 

ARRIVO AL MILAN"Era un momento particolare. Sapevo che molte grandi squadre erano interessate, poi ho visto il Milan... Mi hanno chiamato Maldini e Massara e ho capito che il sogno poteva essere realtà. Kessié e Bennacer mi hanno accolto a Milano. Con Ismael ho parlato prima di arrivare al Milan. Quando arrivi dall'estero se hai un amico e un riferimento è più semplice adattarsi. Kessié, Leao, Saelemaekers mi hanno aiutato tanto. Essere a Milanello vuol dire che sei da Milan".

TERZINO O CENTRALE -"È una domanda che mi hanno fatto spesso nella mia carriera i miei allenatori. Io dò tutto per la squadra, non mi importa dove gioco, l'importante è essere negli undici iniziali".

MIGLIORAMENTI - "Sull'aspetto mentale, sulla concentrazione e la voglia di vincere sempre. Voglio dimostrare di essere forte. Sulla personalità le persone mi dicono che è una cosa molto italiana, forse perché ho sempre fiducia in me stesso. Per questo gioco senza pressioni e voglio farlo al meglio. Abbiamo qualità e voglia di vincere in squadra, quando sono arrivato siamo cresciuti molto". 

PIOLI -"Il mister è sempre vicino a noi, ci aiuta tanto dal punto di vista mentale. Quando arrivi al Milan e sei giovane ti aiuta molto. Per me sarà sempre un allenatore diverso dagli altri: mi ha fatto esordire e lo ricorderò per sempre". 

GOL ALL'EMPOLI - "Con questo pubblico sono stato contento, qualche giocatore mi ha preso da parte e abbiamo riso. È stata una bella sensazione". 

MALDINI - "Lui è sempre a Milanello. Con me parla e mi dà consigli, è una persona importante. Se puoi imparare da giocatori importanti sei contento, è gratificante". 

ATTACCANTE PIÙ FORTE AFFRONTATO -"Osimhen è forte. Victor è veloce e molto fisico, ma qualsiasi attaccante incontro devo restargli attaccato. Devo restare concentrato. 

NAZIONALE - "Spero di andare in Qatar. Quando arrivi al Milan crescono gli obiettivi. La francia è una squadra forte piena di talento ma per me è un obiettivo. Per raggiungerlo devo giocare bene con il Milan, non bisogna avere limiti e lavorare per qualcosa di grande". 

DERBY - "Sarà una partita difficile, i dettagli faranno la differenza e noi siamo pronti a tutto. Dzeko e Lautaro sono molto forti, dobbiamo difendere di squadra, sono i due più pericolosi".