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Thuram: “Zidane il più forte, Ronaldo invece il più difficile da marcare”

MAINZ, GERMANY - OCTOBER 24: Marcus Thuram of Moenchengladbach controls the ball during the Bundesliga match between 1. FSV Mainz 05 and Borussia Moenchengladbach at Opel Arena on October 24, 2020 in Mainz, Germany. (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

Il difensore ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha parlato del suo passato e dei giocatori più forti affrontati in carriera.

Redazione Il Milanista

L’ex difensore di Juve e Parma Lilian Thuram si è raccontato ai microfoni de L’Equipe. Sul compagno di squadra più forte: “Zinedine Zidane. La prima volta che l’ho incontrato, nella nazionale francese, aveva 17 anni e mezzo. Durante il riscaldamento faceva cose incredibili con la palla, nessuno ci riusciva. Poi è cresciuto fino a diventare un giocatore affermato in Italia. Non mi piaceva che la gente pensasse che fossi semplicemente dotato e talentuoso. Zidane è stato soprattutto un grande lavoratore, con molto carattere”.

Sull’avversario più forte affrontato: “Ronaldo, naturalmente. Non importa dove si trovava, poteva scatenare da un momento all’altro un’azione che avrebbe portato a un gol. È sempre stato molto bello giocare contro di lui, divertente”.

Sul compagno più festaiolo: “A Barcellona un giocatore spesso saltava gli allenamenti. La mattina lo chiudevano nella sala massaggi per farlo dormire”.

Sui ricordi più importanti: “I miei primi anni a Parma. A contatto con Carlo Ancelotti ho imparato alcune cose essenziali per un difensore. Durante le prime partite mi chiedeva di andare in tribuna e guardare il movimento della linea difensiva. Fu in Italia che capii l’importanza della tattica. In questo periodo ho avuto i maggiori miglioramenti, sono cresciuto, sono diventato più intelligente e questo mi ha reso tutto più facile perché metteva in risalto le mie qualità”.

Conclude parlando di Munitis: "Durante i quarti degli Europei del 2000. Era molto più basso e rapido di me, non riuscivo a prenderlo. Ho persino cambiato le scarpe nell'intervallo, ma questo non mi ha aiutato. Poi a un certo punto, non so perchè, il ct spagnolo ha deciso di toglierlo".