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Pioli su Ibra: “Ho capito subito chi avevo davanti. Con lui siamo migliorati”

Stefano Pioli, tecnico rossonero.

Il mister ha parlato del primo incontro con lo svedese e di cosa vuol dire allenarlo ogni giorno. Ecco le sue dichiarazioni.

Redazione Il Milanista

Durante la presentazione del nuovo libro di IbrahimovicAdrenalina”, si è collegato da remoto Stefano Pioli. L’allenatore rossonero ha parlato del primo incontro con lo svedese: "Come è stato il primo incontro? Molto piacevole, ho capito subito chi mi trovavo di fronte. Ci siamo parlati in modo semplice. Mi ha detto 'Mister, tu sei il boss. Io sono sempre disponibile per il bene della squadra'. Il suo arrivo ci ha migliorato".

Al mister risponde subito Ibrahimovic: "Quando sono arrivato era difficile, però abbiamo messo insieme il gruppo. Tutti hanno capito cosa serve per arrivare agli obiettivi: sacrificio, correre. Abbiamo creato un’atmosfera più che top. Poi c’è stata la pandemia. Pioli ha uno staff fantastico, ho avuto tanti allenatori con staff differenti. Il suo staff è top, il gruppo va verso lo stesso obiettivo. Purtroppo ieri non abbiamo vinto, se facevo due gol vincevamo (ride, ndr)". Ribatte prontamente il mister: "Se nel primo tempo fossi stato di più in area avremmo vinto (ride, ndr)".

Avere Ibra in squadra è un vantaggio: "Assolutamente sì. Ho la fortuna di avere uno Zlatan molto maturo, molto attento, sensibile e rispettoso del gruppo. Sa sempre come dire le cose, anche con un tono molto acceso. Ma tutti noi sappiamo che lo fa per migliorare. Quando si parte da questa base tutto viene ben ascoltato. Sui compagni a volte fa più presa quello che dice un giocatore piuttosto che quello che dice l’allenatore".

Sullo scudetto: "Mi ero appena collegato, non sentivo bene (ride, ndr). I miei giocatori fanno bene, dobbiamo andare oltre i nostri limiti. Abbiamo un po’ rallentato ultimamente, ma abbiamo le qualità per lottare fino alla fine".

Sul futuro di Zlatan: "È una persona intelligentissima, è un top in tutto quello che fa. Lo continua a dimostrare. Sono rimasto un po’ male che non mi avete invitato a Sanremo, sono un buon cantante (ride, ndr). Quando smetterà di giocare sicuramente troverà la strada giusta, con la sua capacità di essere sempre al posto giusto troverà la sua strada".

Conclude parlando del coro 'Pioli is on Fire': "È un coro che hanno iniziato i ragazzi, speriamo che continui a lungo".