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Longhi: “Inter-Milan quante ripercussioni! Ecco chi ha la rosa più forte”

MILAN, ITALY - JANUARY 13: Stefano Pioli, Head Coach of AC Milan, celebrates with his players at the end of the Coppa Italia match between AC Milan and Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on January 13, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Bruno Longhi ha commentato nel suo editoriale la stracittadina di Milano, in programma questa sera a San Siro.

Redazione Il Milanista

Bruno Longhi ha parlato della Semifinale di ritorno di Coppa Italia di questa sera, tra i nerazzurri e i rossoneri. Nel suo editoriale su Sport Mediasetil giornalista ha presentato la stracittadina in programma a San Siro alle 21:00. Ecco le sue dichiarazioni: “Il campionato per un paio di giorni si fa da parte e in sua vece si accendono stasera le luci a San Siro. Dove Inter e Milan si affrontano nella semifinale di ritorno di Coppa Italia dopo lo 0-0 dell’andata. Tanto per dare i numeri. I rossoneri inseguono la quindicesima finale. I nerazzurri la quattordicesima”.

Longhi ha poi analizzato il percorso delle due squadre nella competizione e su chi ha maggiori possibilità: “L’Inter non alza il trofeo dal 2011 con Leonardo in panchina. Il Milan dal 2003. Quando sulla sua panca c’era “mister-garanzia” Carletto Ancelotti. Dalla parte della squadra di Pioli c’è il vantaggio del risultato a reti bianche dell’andata. Con ciò che ne consegue. E cioè che un eventuale suo gol avrebbe valore doppio. Dalla parte di Inzaghi c’è probabilmente la consapevolezza di avere a disposizione una squadra attualmente (leggermente) più forte del Milan. Come si evince anche dal numero di gol realizzati e subiti. Numeri che però non avevano impedito al Diavolo di ribaltare nel finale. Con l’uno-due di Giroud, l’ultimo derby di campionato».

Secondo lui questo derby sarà decisivo per la corsa Scudetto:Sarà quindi una gara all’insegna dell’incertezza. E che – a mio parere e in evidente contraddizione con le dichiarazioni della vigilia dei due tecnici – avrà comunque ripercussioni sul prosieguo del campionato. Penso sia utopistico pensare che allenatori, giocatori, dirigenti, rimangano insensibili di fronte al risultato di un derby-da-dentro-o-fuori. Che in questo caso è molto più di una semplice partita. Vincere significherebbe respirare a pieni polmoni la consapevolezza della propria superiorità. Perdere inoculerebbe nello sconfitto il tarlo del dubbio sulle certezze acquisite nel lungo percorso del campionato”.