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Fassone: “Molto legato a Napoli e Milan. Giocano un calcio divertente”

Fassone

Fassone ha parlato del big match in programma domenica sera a San Siro. Ecco le parole dell’ex dirigente di Napoli e Milan.

Redazione Il Milanista

Domenica alle 20:45 è in programma la sfida tra Milan e Napoli. A conoscere bene le due squadre è Marco Fassone, essendo stato dirigente di entrambe le società. Proprio in vista del big match è stato intercettato dai microfoni di Radio Marte e ha dichiarato: “Sto bene. Lavorativamente invece sto facendo un sacco di cose lontane dal campo di gioco che, confesso, mi manca un po’. Sono molto legato al Napoli, Inter e Milan. Li guardo con grande affetto e sono felice si stiano giocando il campionato. Mi piace vedere in particolare Napoli e Milan, che giocano un calcio divertente. Gli allenatori hanno trovato una bella quadra. Anche  se la gara di domenica non sarà al top, a causa di infortuni e problematiche di varia natura, resta un match che decide i secondi e forse anche i primi alla fine della corsa”.

Su Spalletti: “Non ho mai avuto la fortuna di lavorare con Spalletti, ma l’ho sempre ammirato sulle panchine di altre società. De Laurentiis ha sempre avuto una forte lungimiranza, sugli allenatori ha messo in piedi una sorta di scaletta tra allenatore giovane ed esperto che finora ha portato grandi successi. Dopo Gattuso, è tornato un allenatore esperto e i risultati gli stanno dando di nuovo ragione”. 

Sulle società indebitate: “Società indebitate? Abbiamo beneficiato per almeno un decennio dei diritti televisivi. Quando questi non sono stati più sufficienti a colmare le spese delle società, si è scoperta la strada dei finanziamenti, ma adesso il debito la fa da padrona. In questo ambito, il Napoli ha sempre fatto eccezione, con De Laurentiis che ha sempre mantenuto la società in equilibrio economico finanziario. Solo quando necessario, De Laurentiis ha fatto aumento di capitali. Nei miei due anni non ce ne fu bisogno, perché riuscivamo anche a produrre un risultato in termini di utile. Ma quando c’è stato bisogno, il presidente azzurro non ha mai preso un euro da terzi. Ecco perché il Napoli è sempre stato un esempio”. 

Conclude parlando della sua esperienza a Napoli:“Gli anni di Napoli mi ricordo che pronti-via, ci fu l’operazione Cavani dentro e Quagliarella fuori, complicata e contestata, ma dopo la prima doppietta in Svezia contro l’Elfsborg tutti i timori andarono a tacere. De Laurentiis lo sento un paio di volte all’anno per farci gli auguri o per commentare operazioni di varia natura. Resta un grande affetto nei suoi confronti e grande riconoscenza”.