Fedele a RMC Sport: “Il Milan non deve essere rifondato come nel 2017. Ma serve un centravanti”

Fedele a RMC Sport: “Il Milan non deve essere rifondato come nel 2017. Ma serve un centravanti”

Le parole dei Furio Fedele a RMC Sport

di Redazione Il Milanista

 

MILANO – Furio Fedele, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto ai microfoni di RMC Sport durante il Festival del Milanismo che si è tenuto a Gallipoli. Ecco le sue parole:

Un giudizio sulla stagione del Milan?                                                                                                                                                                              “Sicuramente positivo anche se bisogna aspettare il giudizio dell’UEFA per sapere se il Milan giustamente potrà e dovrà disputare l’Europa League. Un risultato questa qualificazione che è stato ottenuto sul campo con merito e che se la sentenza dell’UEFA dovesse essere negativa, poi deciderà il TAS che ha dei criteri di giudizio completamente differenti. Il Milan merita l’Europa League, merita di essere una grande squadra come si è visto a tratti la scorsa stagione e tutto questo lo si deve molto a Gattuso che è stato il mastice, il cemento fondamentale per ricompattare il gruppo e anche la società lo scorso novembre in un momento molto delicato della stagione”.

Per la prossima stagione il Milan dove deve migliorare e cosa si può fare sul mercato in questo senso?
“Sicuramente manca un centravanti da doppia cifra che non deve essere e può essere Cutrone che pure ha segnato 10 gol in campionato e 18 gol complessivamente tra Europa League e Coppa Italia. Ha bisogno di un centravanti, ha una buona difesa, bisogna ovviamente risolvere l’enigma Donnarumma e comunque non è una squadra da rifondare o da ricostruire come lo è stato nell’estate del 2017 ma è una squadra che deve essere puntellata. Bisogna trovare anche la password giusta per taluni giocatori che devono rendere al meglio, fu bravo Mirabelli un anno ad individuare in Calhanoglu quello che poteva essere addirittura il valore aggiunto del Milan, ci è voluto del tempo e la pazienza di Gattuso che l’ha rimesso in carreggiata dopo che Calhanoglu era reduce dalla lunga squalifica in Bundesliga per problemi legati ad una questione di contratto. Io penso che sia un Milan il prossimo che possa puntare e lo deve fare come minimo ad un posto in Champions League”.

I tifosi sono sempre presenti anche qui?
“Il tifoso ha nel suo DNA un grande amore e una grande passione per la sua squadra. I tifosi del Milan secondo me hanno qualcosa di più perché nella differenza non sta nelle vittorie o nelle sconfitte e sono reduci comunque da 30 anni eccezionali, per carità gli ultimi 5 non sono stati all’altezza della situazione ma il tifoso del Milan nel suo DNA ha un principio assolutamente indissolubile e che va rispettato da tutte le componenti della società, legatissimo alla squadra ma anche legatissimo a quelli che devono essere gli atteggiamenti dei giocatori nel campo e anche fuori dal campo. San Siro è un teatro dove taluni dovrebbero pagare per venire a giocare perché forse è troppo per le loro aspettative e i loro mezzi. Io credo che i tifosi del Milan devono essere rispettati prima di tutti dai loro giocatori, e i giocatori non faccio nomi in questo momento delicato anche del mercato, non devono permettersi di profanare quella che è la passione del tifoso del Milan. Del resto, al calcio in genere se togli i tifosi diventa un sport minore come si dice in Italia”.

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