ESCLUSIVA – Camolese: “Sono l’ultimo allenatore del Torino ad aver battuto il Milan, fortuna Inzaghi sbagliò il rigore. Gattuso? La squadra non lo ha tradito…”

Giancarlo Camolese, in esclusiva per Ilmilanista.it

di Redazione Il Milanista

Di Giovanni Manco

MILANO – Sono passati 18 anni dall’ultima volta che il Torino è riuscito a battere il Milan, Gattuso era in campo e sulla panchina granata sedeva Giancarlo Camolese. Il tecnico, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni.

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Che Milan è dopo la debacle in Coppa Italia? “Il Milan è una squadra che ha perso qualche battuta, ma resta una squadra molto competitiva. Perdere una gara importante come quella contro la Lazio sicuramente non aiuta. Gli allenatori cambiano perché in mezzo alla settimana fanno delle valutazioni, così ha fatto Gattuso, il risultato ha lasciato qualche dubbio ma il tecnico rossonero sta facendo un grande lavoro”.

Nella mente dei calciatori si può essere staccata un po’ la spina visto il futuro, ormai segnato, di Gattuso? “Direi di no, nel senso che i giocatori sanno benissimo quello che si stanno giocando in questo finale di stagione, c’è un posto in Champions che farebbe la differenza. A prescindere dal fatto che Gattuso vada via oppure rimanga i giocatori faranno il massimo. Futuro di Gattuso? Il discorso è sempre tra allenatore e società, se c’è un’idea comune per andare avanti bene, altrimenti meglio separarsi. Io penso che Gattuso per la rosa che ha abbia fatto molto, poi è chiaro che si giudica sempre in base ai risultati”.

Che Torino-Milan sarà? “Sarà una partita difficile, il Toro è una squadra forte che in pochi vogliono affrontare. Ci sono punti importantissimi in palio, il Toro vincendo potrebbe sognare in grande e davanti al proprio pubblico ci proverà, credo che mai come quest’anno il divario tra Torino e Milan sia vicino. I rossoneri hanno speso tanto, ma il divario con la tradizione mi pare minimo. Il Torino ora ha due partite importantissime con Milan e Juventus, io credo che se dovesse fare 4 punti andrà in Champions. Se tifo Torino? Io sono di Torino, sono cresciuto nel loro settore giovanile, ho allenato la Primavera, ho allenato la prima squadra, ho vinto campionati… Il mio legame c’è. Poi ho fatto altro da altre parti e sono affezionato anche lì, poi il lavoro è un’altra cosa insomma”.

L’ultima vittoria del Torino sul Milan risale al 2001, in panchina c’era Camolese… “Sì, ricordo che il Milan era fortissimo ed il Toro era neopromossa in Serie A. Eravamo però una squadra molto forte e compatta, unita. Il Milan era una corazzata piena di campioni con la ‘C’ maiuscola. Vincere quella gara fu la risultanza di una serie di circostanze, alcune anche fortunate, come il rigore calciato fuori da Inzaghi. Il Toro però fece tutto quello che doveva fare, alla fine il calcio ti premia se fai le cose fatte bene”.

C’è del rimpianto per l’esonero nel 2002? “No nessuno. Ognuno vive i suoi momenti, il momento storico era in questo senso. I rapporti non erano più buoni e la società era in grandi difficoltà, in un altro momento poteva andare diversamente. Gli allenatori vanno bene se c’è una società alle spalle che li aiuta a crescere. Quel Torino lì poi è fallito, c’erano problemi molto più grandi”.

La sua carriera da allenatore procede? “Non è conclusa, ma adesso mi occupo anche di altre cose. Sono attento alle proposte che mi vengono fatte, spero di trovare un progetto con logica e senso, che mi dia la possibilità di poter allenare e non di stare in un posto per 3/4 settimane ed essere legato immediatamente ai risultati”.

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