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Castellacci: “Critico i protocolli da mesi. Si gioca troppo: c’è l’allarme”

Enrico Castellacci, medico della Nazionale Italiana campione del Mondo 2006

Ecco le parole del Professore Enrico Castellacci, medico della Nazionale Campione del Mondo 2006, a TMW Radio

Redazione Il Milanista

Ai microfoni di TMW Radio, durante il programma Stadio Aperto, è intervenuto il professor Enrico Castellacci, campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 2006. Ecco le sue parole: "Non ho condiviso la scelta e l'ho detto chiaramente. Mi è sembrata fuori luogo: per entrare negli stadi ci vuole il Super Green Pass, tutto ciò che è stato detto servisse giustamente per riprendere la vita sociale. Non ho condiviso, mettere 5000 persone a San Siro fa sorridere, è tornare indietro come credibilità sia politica che sanitaria".

Che ne pensa della gestione protocolli sanitari in Serie A? - "Io avevo criticato i protocolli perché già diversi mesi fa li consideravo desueti. Mi domandavo come i vertici non cambiassero, ci saremmo ritrovati nella stessa situazione del Napoli-Juventus dei primordi, con tutto il malessere che ricordiamo. Si sapeva il valore giuridico e legale delle Asl, è stato un teatrino brutto e non simpatico. Si è evidenziato come le autorità competenti arrivino all'ultimo minuto a risolvere problemi che poteva fare in tavolo unico con Governo, Federazione e Lega. Cosa alla fine fatta, in un giorno".

Ci vuole ancora cautela sui legamenti? - "Parlerò chiaramente, da ortopedico che ha fatto centinaia di questi interventi. Ho fatto gli auguri a Chiesa, ragazzo d'oro che mi è dispiaciuto aver perso per la Nazionale. A meno di rivoluzioni chirurgiche, l'intervento è sempre quello: è la guarigione fisiologica che ha tempi più lunghi di quanto si immagini. Anche un anno. In Italia, visto che per gli atleti è tanto, si è messo 6 mesi come termine prioritario, all'incirca. Per capirsi, si va a inficiare anche sull'altro ginocchio. C'è stato un momento in cui, qui, qualcuno ha voluto non rispettare questi tempi, portando a recidive anche su giocatori molto famosi. Sentivo che il chirurgo che ha operato Chiesa parla di 8-9 mesi: magari sarà prima ma mai accelerare troppo o si fa un danno".

Questioni recidive: come lavorarci? - "Tra i nomi fatti (Zaniolo, Florenzi e Milik, ndr) c'è proprio chi ha avuto danni sull'altra parte. Chi ha una recidiva ha problemi in più: timore maggiore e quindi un recupero più difficile. I preparatori dedicano attenzione maggiore per dare stabilità all'articolazione: è più difficile ma quasi sempre abbiamo risultati ottimi".

Avete dati a proposito dei danni del Covid sugli atleti? -"All'attenzione del Governo è stato portato il protocollo dei medici sportivi sul ritorno al gioco dopo il Covid. Intanto è stato semplificato, è molto più veloce: chi è asintomatico o pauci-sintomatico, dopo una settimana può già fare la visita d'idoneità se sotto ai 40 anni. Per chi ha avuto sintomi c'è da aspettare un mese, e a seconda degli esami fatti vengono fatti esami, con indagini più approfondite. Sappiamo che il Covid, se preso seriamente, può toccare molti altri organi".

Secondo un medico si gioca davvero troppo? - "Non solo è realtà, è un allarme che io stesso ho lanciato a FIGC, leghe, UEFA e FIFA. Che si giochi troppo è indubbio ed è altrettanto vero che l'aspetto economico ha la meglio su quello sanitario: noi lanciamo l'allarme ma partiamo sconfitti. Infantino è un amico, ma se anche lui lancia la proposta del Mondiale ogni 2 anni per intensificare ancora di più tutto... Pensate che le Nazionali non hanno più amichevoli, significa non gestire giocatori intelligentemente con le società. L'usura è notevole e gli infortuni aumentano, lo stiamo vedendo. Senza parlare dei postumi che avranno costoro nel futuro alle articolazioni".

Preoccupato per i playoff cui è attesa l'Italia? - "Siamo arrivati dietro alla Svizzera, mi ricorda purtroppo i tempi di Ventura quando rimanemmo a piedi, seppure fossimo dietro la Spagna. Aspettavamo le partite con grande trepidazione, immagino sia lo stesso per Mancini e i ragazzi. Sono preoccupato ma comunque fiducioso, abbiamo elementi validi e giovani, dietro siamo esperti e guidati da un ottimo ct. Il bello del calcio è anche rimanere in agitazione fino all'ultimo ma speriamo di arrivare al Mondiale. Sarebbe clamoroso il contrario".