IlMilanista.it
I migliori video scelti dal nostro canale

news milan

Braglia: “Si gioca troppo. Sul possibile esordio di Jungdal…”

Andreas Jungdal, portiere.

Le parole di un ex portiere rossonero sull'infortunio occorso a Maignan e alcuni problemi del calcio moderno.

Redazione Il Milanista

Per parlare della particolare situazione portieri a disposizione di mister Pioli, SimoneBraglia, ex estremo difensore rossonero, è intervenuto ai microfoni di Milannews.it. Queste le sue dichiarazioni.

SULLA CAUTELA RAPPRESENTATA DA MIRANTE - "Mirante è un portiere, al di là dell'età, professionista ed è una persona seria. E' un portiere affidabilissimo, ma dal mio punto di vista il titolare sarà Tatarusanu, che avrà la possibilità di giocare diverse partite per mettere in mostra le sue qualità".

SUL POSSIBILE ESORDIO DI JUNGDAL - "E' troppo presto. Poi c'è anche Plizzari, che è attualmente infortunato ed ha delle ottime prospettive. Le gerarchie sono fatte anche per le proprie esperienze. Buttare nella maschia un giovane, che può avere anche delle qualità, è troppo presto e significa mettere in discussione Mirante e Tatarusanu, mettendo anche in discussione un discorso fondamentale: l'identità di gruppo, su cui Pioli ha fondato il suo credo. Stefano è stato bravissimo a creare questo ambiente e sono sicuro che i risultati arriveranno comunque".

 Theo Hernandez e Mike Maignan, terzino e portiere rossoneri.

SULLE PRIME USCITE DI MAIGNAN -  "Io ho sempre detto, già dall'inizio della stagione, che il Milan aveva fatto un grande acquisto. Lo conoscevo dal punto di vista della personalità, che è quello che mi ha colpito. Entrare nello stadio della scala calcistica non è facile per nessuno, ma Maignan ha portato una personalità e una leaderhip che Donnarumma non aveva"

SUI TANTI INFORTUNI IN CASA MILAN - "C'è da fare una distinzione tra gli infortuni muscolari e non. Credo che lo staff attuale sia un signor staff, che funziona a meraviglia e indipendentemente da chi ci sia, il Milan l'obiettivo lo raggiunge sempre. Dal punto di vista tecnico e societario, la programmazione è rivolta al futuro. Se guardiamo nel breve termine, nel calcio, non si arriva al traguardo da dover raggiungere. Mettere in dubbio lo staff e i preparatori non si può. Invece che rivolgerci agli staff, mi rivolgerei alle istituzioni: si gioca troppo!"