ESCLUSIVA – Mario Sconcerti: “Il Milan ha tutti gli ingredienti giusti ma non arrivano al 9. Hanno problemi di personalità”

ESCLUSIVA – Mario Sconcerti: “Il Milan ha tutti gli ingredienti giusti ma non arrivano al 9. Hanno problemi di personalità”

Ecco l’analisi di Mario Sconcerti per i lettori de “Il Milanista”

di Redazione Il Milanista

Di Luca Spigarelli

MILANO – Ha da poco compiuto 70 anni ed è uno dei più importanti commentatori sportivi d’Italia che lo hanno portato ad essere direttore di due testate come “Il Secolo XIX”  e il “Corriere dello Sport – Stadio”. Tutto questo è Mario Sconcerti che ha rilasciato in esclusiva a “Il Milanista” un’intervista. Ecco cosa ci ha detto:

DIRETTORE SI PUÒ PARLARE DI CRISI DEL MILAN POST DERBY? 

Io starei attento a non fare un problema più grande di quello che realmente è. Il vero problema del Milan non mi sembra nei giocatori, ma mi sembra di personalità: è una squadra che gioca meglio di quanto carattere abbia: a livelli delle prime squadre, in generale, ha difficoltà. Ma attenzione la difficoltà non è tecnica: ha problemi nel giocarci contro. Nell’affrontarle.

UN COMMENTO SUL GATTUSO ALLENATORE?

Non si passa da essere grandi allenatori a cattivi allenatori in due settimane. Il Milan è una società accelerata: cioè tutto deve accadere e tutto deve avvenire molto alla svelta. E allora tutti hanno fretta perché c’è questo quarto posto, almeno da prendere perché ci sono soldi, perché la situazione resta comunque una situazione societaria complessa. Quindi tutti hanno fretta. In realtà rispetto a otto giorni fa non è cambiato niente: il Milan è ancora qualificato in Europa League, devono recuperare ancora una partita in campionato (mercoledì 31 contro il Genoa, ndr) ed è ancora in corsa: non era una grande squadra prima, però era ed è una squadra completa. A me, sotto alcuni aspetti, piace più dell’Inter, per esempio, perché è una squadra a cui mancano meno ingredienti. I rossoneri hanno tutti gli ingredienti giusti, ma sono tutti ingredienti che non raggiungono il nove: arrivano al sette.

UNA BATTUTA SULLA SERIE A DI QUEST’ANNO E SE CI SONO PER LEI SORPRESE O DELUSIONI

“La sorpresa è che ci siano Milan e Roma così indietro rispetto alle prime: francamente è molto sorprendente. Mi sembra che abbiano più di 10 punti di distacco complessivamente. Questa è la vera sorpresa in appena nove giornate.”

LA JUVENTUS PUÒ FARE IL TRIPLETE IN QUESTA STAGIONE?

“Gli anni per vincere sono tutti giusti. Quest’anno è una squadra straordinariamente forte. Credo che sia più forte di quelle che ho visto io e i risultati anche in Champions lo confermano. Ma non solo: mentre la Juve è cresciuta quasi tutte le altre grandi squadre in Europa sono calate: dal Real Madrid, in modo evidente, ma anche il Barcellona, lo United è scomparso, il Paris Saint Germain ha difficoltà, il Bayern Monaco uguale. Per cui credo che sia un anno importante dopo di che, si sa, la Champions si decide in una partita sola. Tanti discorsi restano tali”

UN GIUDIZIO SULL’ULTIMA GIORNATA EUROPEA DELLE ITALIANE

“Le italiane stanno andando molto bene, come da tempo non andavano. Su dodici partite ne hanno perse due sole, hanno subìto poco, ci sono stati risultati a sorpresa. Il Napoli è una squadra che quest’anno tiene benissimo in Champion dove sarà protagonista. La stessa Inter. Forse la delusione europea è stata il Tottenham, ma è una squadra non ancora matura a questi livelli. Però le italiane sono cresciute molto, ripeto in una stagione in cui crescere è stato facilitato anche dal minore valore delle avversarie”.

UN COMMENTO SUL NUOVO CICLO DI MANCINI IN AZZURRO

“Mancini sembra aver trovato qualcosa di brillante con questa Nazionale con i settori molto vicini, con un tipo di gioco che porta grossa superiorità numerica in mezzo al campo che ci toglie i pericoli in attacco. C’è stato certamente un passo avanti: ora bisognerà aspettare avversari più completi. Già la partita con il Portogallo. I lusitani sono un avversario ideale in queste condizioni perché gioca in un modo abbastanza simile al nostro. E’ un grande avversario senza essere uno straordinario avversario.”

MA IMMOBILE FARÀ PARTE DELL’ITALIA?

“Noi facciamo degli errori: pensiamo che se un convocato non gioca non faccia parte della Nazionale. Ne fa parte perché porta la sua presenza, porta i suoi numeri, quello che ha. Se poi parte titolare in una partita o subentra e la decide che vuol dire. Immobile è un giocatore della Nazionale. Poi tocca vedere da dove partirà: non si può giocare con più di 11 titolari. Ripeto: perché non si gioca due-tre partite non si può dire che Immobile non è più in Nazionale. Non è un discorso”.

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