ESCLUSIVA – La Scala: “Da quello che ho sentito neppure Li sa il nome del socio”

ESCLUSIVA – La Scala: “Da quello che ho sentito neppure Li sa il nome del socio”

Le parole di Giuseppe La Scala, Presidente di Milanisti 1899

di Redazione Il Milanista

Di Luca Spigarelli 

MILANO – Poche ore dopo la fine del C.d.a del Milan, la redazione de “IlMilanista.it” ha intervistato in esclusiva Giuseppe La Scala, presidente dei “Milanisti 1899” e vice presidente dell’APA. L’avvocato, sempre molto disponibile, ha parlato dei rossoneri, del possibile socio e soprattutto dell’azionariato su cui negli ultimi giorni si è creato qualche incomprensione. Ecco le sue parole:

Com’è andato il c.d.a di oggi?

“Non è che io sappia più di quanto abbia letto sui giornali e su Twitter. Il problema mi sembra che sia la trattativa tra Li e il socio non sia ancora chiusa. Mi sembra anche normale che sia così: in questo momento ci sono degli alti e dei bassi perché, poco prima di firmare, in questo tipo di trattative si fa una gara su chi sia il più bello. Quindi si cerca di speculare sulla fretta e sulla necessità dell’altro per avere le condizioni migliori. Probabilmente l’acquirente sta cercando di capire fin dove può arrivare a chiedere perché Li non può rifiutarsi, e Li sta, a sua volta, cercando di capire quanta fretta ha l’altra parte di chiudere avendo le condizioni migliori”.

Si sa qualche nome sul possibile socio ? 

“Nessuno sa niente. Lo sanno quattro persone e non lo dicono. L’unica cosa che si sa è che l’advisor è Goldman Sachs, che può assistere chiunque. Non si sa niente: chi dice di sapere qualcosa, dice una bugia. Ripeto lo sanno in quattro. Stamattina mi hanno detto anche che il nome del possibile socio non lo sa neppure Yonghong Li. E può essere benissimo.”

Come è possibile che Yonghong Li non sappia il nome del possibile socio? 

“Se Goldman Sachs ha una risposta di uno che dice: “Tratto. Ma il mio nome si dice soltanto quando l’accordo è stato firmato” che deve fare ? Le possibilità sono due o Li dice che se non sa il nome non tratta perché vuole sapere subito il nome oppure trattare e quando si arriva all’accordo definitivo il nome viene fuori. A questo punto Li può dire “così va bene o così non va bene” “. 

Oggi, durante il C.d.a si è parlato anche dello stadio….

“Ma quale stadio? Cosa gli frega dello stadio. Hanno a malapena approvato il bilancio. In questa situazione non c’è stadio che tenga. Se arriva un socio parli ufficialmente di stadio ma se non arriva…. Naturalmente, il Milan e suoi manager devono dare le risposte che danno i manager di una società normale, che in questo momento sta pianificando il proprio futuro. Il Milan oggi ha approvato il budget per la prossima stagione”

Mr Li si è impegnato a pagare gli ultimi 32 milioni dell’aumento di capitale…

“Vorrei spiegare una cosa: la legge dice che quando tu sottoscrivi un aumento di capitale hai dei termini per farlo. Ma non è che se tu non lo sottoscrivi entro i termini ti capita qualcosa o vai in carcere. Non succede niente di tutto questo. L’unica cosa che può succedere è che la società può chiederti questi soldi forzatamente tramite un decreto ingiuntivo, la persona ovviamente risponde anche dei danni. Ora il termine ultimo per questo aumento di capitale in buona parte, almeno una ventina di milioni, scade il 15 giugno perché essendo tutto sovrapprezzo deve essere versato entro oggi. Se Li non versa i soldi la società, quindi, può chiedergli i soldi andando in tribunale: ma Yonghong Li dice: “Inutile che vai in tribunale perché mi prendo tutto il tempo che ho prima di diventare inadempiente con Elliott”. Perché, secondo me, nel contratto tra Mr. Li ed Elliott ci potrebbe essere scritto che se gli aumenti di capitale non vengono fatti entro tot giorni dalla loro scadenza, il fondo americano interviene entrando in società. Quindi per intervenire Elliott non deve solo aspettare solo la scadenza ma per contratto, sempre secondo me, concede a Li un’altra settimana o dieci giorni. Ma di sicuro qualcosa del genere ci deve essere scritto: altrimenti Elliott domani mattina sarebbe a Casa Milan. Yonghong Li, dal canto suo, preferisce aspettare il 28 o il 29 perché evidentemente dal contratto se si prende del tempo in più non gli succede nulla”.

Forse il paragone non è bello, ma mi ricorda molto il funzionamento delle cambiali. Prima di riscuoterle deve passare un mese.

“Si, esatto. Ma cosa succede se io non pago una cambiale? Vado in carcere? No. L’unica cosa che succede è questa: il pretore prende la cambiale la consegna all’ufficiale giudiziario che mi fa l’atto di precetto. E se io la pago con gli interessi e le spese dopo un mese ho sanato il mio debito. La legge prevede addirittura che, salvo casi particolari autorizzati dal giudice, se io non ti pago una cambiale l’esattore della cambiale va dal suo avvocato che prepara un atto di giudizio al debitore quando deve dare all’interessato entro, per dire venti giorni. Se questa cifra non venisse saldata l’ufficiale giudiziario interverrebbe. Quindi addirittura si crea un altro termine per pagare una cifra ovviamente gravata da interessi e spese. Il debitore che non paga ha altri 20 giorni per pagare una cifra maggiore e se poi paga la nuova cifra l’esattore restituisce la cambiale e tutto si sistema. Questa è legge, non lo dico io. Secondo me, non avendo Li ancora pagato questo aumento di capitale tutto in sovrapprezzo prima che la società Milan  gli faccia causa e attivi tutto il processo e prima che Elliott possa intervenire, ha tutto il tempo necessario per pagare”. 

E nel frattempo che succede? 

“Nel frattempo Li negozia perché a lui di andare o meno in Europa League non gli importa fino a un certo punto. Non entrare in Europa, mettiamo pure che comporti minori incassi per 15-20 milioni, che lui dovrà rimettere la prossima stagione per coprire le perdite dalla possibile squalifica europea e che a queste condizioni, ipoteticamente, si allestirebbe una squadra con degli ingaggi più bassi. Ma a lui cosa importa mettere 15-20 milioni in più per non andare in Europa League se può, negoziando bene, intascarne 50-100 milioni in più. Perché si dovrebbe affrettare per dimostrare alla Uefa che merito di andare in Coppa quando posso intascare molti più soldi. Questi sono scommettitori, nemmeno speculatori. A Li del Milan e della sua storia non importa nulla, non sa neppure di che colore ha la maglia. Se gli chiedessero chi è Gianni Rivera lui non saprebbe rispondere. Per lui il Milan è come per noi i Boston Celtics: magari un giorno diventiamo miliardari e compriamo i Celtics, ma al di là di dire che porteremo la squadra sul tetto del mondo poi non ce ne fregherebbe nulla. Noi però per comprare questa squadra abbiamo investito 100 milioni di euro: a questo punto ci interessa portarne a casa 120. Che poi la squadra vinca o meno la East Conference non ci interessa nulla. Mr Li è tale e quale. Lui non sa neppure come si giochi a calcio e chi sia Gianni Rivera. Io dormo con la foto di Rivera sul comodino e il  Yonghong no. Se a me chiedessero i 100 più bei gol del Milan li saprei dire ad occhi chiusi: lui probabilmente non sa neppure chi sia Marco van Basten. Calcio o pallamano per lui sarebbe indifferente”.

Tra gli ordini del giorno ci sarebbe anche una nuova società di azionisti

“Non stanno così le cose. Hanno fatto una confusione che non finisce più. A parte il fatto che tutto l’ordine del giorno, alla situazione attuale, è stato rinviato al consiglio di  luglio e questa parte qui non si è discussa. Non c’è nessuna nuova società: i Milanisti 1899, che è l’associazione che presiedo io ha fatto una campagna di azionariato diffuso di tutta gente, presentando un elenco di 274 persone con nomi importantissimi dell’economia italiana e della società italiana, tra l’altro, che poi sono tutti iscritti all’APA (Associazione Piccoli Azionisti, ndr). Questa è una nuova iniziativa di azionariato diffuso con nuovi tifosi azionisti che poi entreranno tutti nell’APA di cui sono vicepresidente: ci mancherebbe altro. Me ne sono occupato in prima persona, che faccio due associazioni. L’errore è stato commesso da un giornalista della Gazzetta che lo ha erroneamente dedotto leggendo l’ordine del giorno. Un’errore che tutti hanno ricopiato”.

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