ESCLUSIVA – Ferruccio Mariani: “Plizzari è un giovane di grande prospetto, deve crescere ma è normale. A Terni non trovò una situazione facile…”

ESCLUSIVA – Ferruccio Mariani: “Plizzari è un giovane di grande prospetto, deve crescere ma è normale. A Terni non trovò una situazione facile…”

Le parole di Ferruccio Damiani su Plizzari

di Redazione Il Milanista
Galli:

Di Luca Spigarelli e Giovanni Manco

MILANO – Alessandro Plizzari ha rinnovato il contratto che lo vede legato al Milan. Il giovane portiere ha trovato, fino ad oggi, pochissimo spazio ma è pronto a giocarsi le sue chance in vista delle prossime stagioni. Di lui, ne abbiamo parlato con Ferruccio Mariani che lo ha allenato nel suo periodo di prestito alla Ternana. Mariani è stato, tra le altre, allenatore del Pise ed assistente di Gigi Simoni al CSKA Sofia.

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Cosa puoi dirci su Alessandro Plizzari? “Beh io l’ho avuto per poco tempo però l’ho seguito. È un ragazzo molto giovane e preparato che si è lanciato in un’esperienza molto difficile in Serie B. Lui purtroppo non ha trovato una bella situazione lì a Terni dove le cose poi sono andate male, non per lui ma per la squadra. Ha vissuto una prima parte di campionato molto importante, poi ha sofferto la difficile situazione di una piazza molto calda in contestazione. È un ragazzo del 2000, da 17enne ha giocato quanto un intero campionato di Serie B, ha grandi prospettive come si intuisce anche dalla convocazione di Mancini, se ti chiama la Nazionale un motivo c’è. Deve crescere, quello è normale, il portiere poi di solito esplode sui 22-23 con eccezione di Buffon e Donnarumma. Ha ancora 17 anni, può migliorare ancora tanto, considerando anche il fatto che è un ragazzo molto serio”.

Ti ricordi quella vittoria del tuo Pisa a San Siro? “Sì, vincemmo 1-0 grazie ad un’autorete di Marini. Andammo in ritiro il mercoledì e andammo a vedere Inter-Real Madrid, appena entrato pensai: ‘io domenica giocherò quì…’. È bellissimo giocare in uno stadio come San Siro, ma è anche molto difficile. Fu una bella vittoria la nostra, espugnare Milano non è facile. Io posso dire che di esserci riuscito e che ero lì”.

Che idea ti sei fatto sulla possibile demolizione di San Siro? “Bisogna vedere quello che si vuole fare. San Siro è la Scala del Calcio, chiunque vorrebbe giocarci. È uno stadio con la gente vicino e senti il suo calore addosso. Spero che, se verrà abbattuto, verrà ricostruito simile a quello che è oggi. Il gioco del calcio è diverso ed adesso anche gli stadi stanno cambiando, basti vedere l’evoluzione dell’Udinese rispetto allo stadio di prima ora la gente è più vicina al campo. Vediamo anche i campi inglesi, sono uno spettacolo… San Siro è un peccato buttarlo giù, non so come vorranno modificarlo, se sarà in modello Barcellona sarebbe bellissimo. È importante che la gente sia vicino ai calciatori”.

Cosa pensi della posizione di Gattuso? “A me dispiace, era partito in sordina quando fu chiamato al posto di Montella, sembrava un traghettatore ma poi ha fatto benissimo. Le ultime 4-5 partite non sono andate bene, ma un allenatore non si può giudicare da poche partite. Secondo me vanno imputate anche le società che vogliono tutto e subito: questo non è il Milan di Berlusconi e non si può pretendere troppo. Adesso si mandano subito via gli allenatori ed è sbagliato. Gattuso è innamorato del Milan e meriterebbe di lavorare in pace, non è bello che ad ogni sconfitta c’è un nuovo allenatore accostato al Milan. Se scegli un allenatore devi dargli fiducia e devi farlo lavorare in pace. Rino, ripeto, ha fatto bene, secondo me fece bene anche a Pisa dove ha gestito benissimo il gruppo”.

Ci racconti le tue esperienze con Simoni? “Io ho vinto 3 campionati con Simoni a Carrara, poi l’ho seguito come collaboratore in Bulgaria, poi di nuovo ad Ancona. Mi h trasmesso tanto. Devi raccogliere il meglio dai tuoi allenatore poi aggiungere del tuo. Gigi è una grande persona e sono affezionato a lui perché mi ha riportato nel calcio in un momento molto difficile della mia vita”.

Oggi alleni la Berretti della Ternana, com’è lavorare con i giovani? “I giovani di oggi hanno bisogna di fiducia e consapevolezza di chi sono. Io dico sempre a loro che hanno la grande opportunità di trasformare un gioco in un lavoro. L’obiettivo mio è farli crescere come uomini e li tratto da tale. Lavoriamo anche a livello fisico, così se vengono chiamati in prima squadra sono preparati. Ho lavorato con tanti ragazzi, alcuni sono andati in prima squadra, abbiamo vinto il campionato, sono soddisfatto. Ho una squadra di 2001, siamo più giovani rispetto alla media ed è anche questa una soddisfazione. Io non ho studiato ma ho tanta esperienza, ed io racconto queste cose a loro. Sono affezionato a loro e nessuno deve toccarmeli, sono come dei figli per me. Un grande problema è la figura del genitore, che spesso mettono bocca. Se uno ha qualità arrivi lo stesso, questo vale anche per i procuratori che alcuni sono assurdi ed hanno pretese incredibili”.

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