Giovanni Galli: “Al Milan gira tutto male, ma manca la personalità”

L’esclusiva dell’ex portiere rossonero

di Redazione Il Milanista

MILANO – Giovanni Galli, ex portiere del Milan, ha rilasciato un’esclusiva ai microfoni di Milan news nella quale è tornato a parlare della gara persa dai rossoneri contro l’Atalanta:

Parto dalla fine, dagli ultimi minuti di partita, l’Atalanta era in completo controllo, dominante, come se stesse passeggiando al Meazza. Prima invece mi era parso di vedere un buon Diavolo, partito benino ma sfortunatissimo. Non gli gira giusto praticamente nulla. Conclude tanto verso la porta ma non trova mai il gol fra tiri murati ed errori grossolani, mentre l’avversario al primo tentativo punisce. Milan sfortunato? No, affatto. La mia era solo una premessa. Detto del momento negativo e degli episodi che non arrivano, parliamo di una squadra imbarazzante. Sotto tutti i punti di vista. Anche sabato ho visto giocatori senza personalità, la completa assenza di guide carismatiche e tecniche in campo, un aspetto gravissimo e che mi preoccupa molto”.

Su Donnarumma: “Lasciamo perdere l’episodio contro l’Atalanta, guardiamo l’insieme di cose intorno a Donnarumma. Vedo una serie di sbagli pesantissimi in praticamente qualsiasi cosa, e non salvo nessuno. Parliamo di una situazione con molteplici colpevoli. Non mi interessa fare i nomi, ma nei confronti di questo talento sono stati fatti errori preoccupanti, partendo dalla gestione ed andando avanti”.

Sul derby di Coppa Italia: “I ragazzi di Gattuso stanno peggio, ma anche i nerazzurri mi sono sembrati in difficoltà in queste ultime partite. Potrei quasi definirlo il derby del ‘non ci resta che piangere’. L’Inter è avanti praticamente in tutto, deve solo riprendersi da questo doppio passo falso ma forse questo è il momento giusto per affrontarla perché la condizione non mi pare eccellente”.

Sulla prossima gara di campionato contro la Fiorentina: “La formazione di Pioli ha azzeccato il passo giusto recentemente, il Milan può avere delle possibilità solo se ritrova l’equilibrio mentale. Mi spiego meglio. Alla base di tutto c’è la testa dei giocatori che, al momento, hanno paura e vanno in campo spaesati. Non ci sono guide, non ci sono leader a cui affidarsi ed il resto del gruppo è intimorito, anche i ‘big’ si sono persi”.

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