Dalla Germania – Sacchi racconta: “L’addio di Berlusconi terribile notizia per me. Quando mi chiamò al Milan pensai che o ora un genio o un pazzo”

L’ex allenatore rossonero ha parlato del cambio di proprietà del Milan, omaggiando i 31 anni della presidenza Berlusconi

di Redazione Il Milanista

MILANOArrigo Sacchi ha certamente scritto alcune pagine della storia del Milan proprio durante l’era Berlusconi che da pochi giorni è giunta al termine dopo 31 anni. Proprio l’ex tecnico rossonero ha parlato alla rivista sportiva tedesca Kicker dopo il passaggio del Milan nelle mani della proprietà cinese: “L’addio di Berlusconi è una triste notizia. Dopo 31 anni, il Milan non è più collegato al nome di Berlusconi. Il cambio di proprietà non ha significato solo la fine di una pezzo di storia del calcio, ma anche di una parte significativa della mia vita. Il Milan per me significa famiglia, e dalla scorsa settimana siamo tutti orfani.”

“Berlusconi ha portato una rivoluzione nel mondo del calcio, era in anticipo sui tempi. E’ stato vincente, convincente e ha mostrato ai tifosi l’arte del bel calcio. E fino alla metà degli anni ’80 il bel calcio non era necessariamente il marchio di fabbrica del calcio italiano, che puntava solo ad ottenere risultati, non importava come. Le idee di Berlusconi sono state una cosa sola con i miei ideali, in quanto per me una vittoria immeritata non è mai un vero e proprio successo.”

“Non è certo un caso che l’ingresso di Berlusconi nel calcio italiano ha coinciso con la partecipazione dei club di Serie A in quasi ogni finale di coppa europea per anni e anni. Molti mezzi di comunicazione di allora dicevano che il Milan era il migliore club di tutti i tempi, era il riconoscimento del nostro lavoro.”

Sacchi ha poi raccontato di quando catturò l’attenzione di Berlusconi eliminando il Milan dalla Coppa Italia con il Parma, allora in serie B, nel 1987: “Mi disse che era incuriosito e che stava seguendo i miei progressi. Quando mi ha offerto il lavoro, ho pensato che era o un pazzo o un genio. Abbiamo avuto bisogno dei primi mesi di tempo per adattarci al nuovo sistema e non abbiamo avuto successo. Berlusconi comunque spazzò via tutte le critiche da parte dei media, si alzò in piedi di fronte a tutta la squadra e disse: ‘Sacchi resterà, ma non so se posso dire lo stesso per voi’.”

Infine un pensiero sul il futuro del club rossonero e sui nuovi proprietari cinesi: “Saranno costretti a spendere soldi e dovranno stare attenti e pazienti nella ricerca di giocatori importanti.” Intanto i cinesi hanno scelto il top player per l’attacco…

IlMilanista.it

 

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