Gli under 17 più promettenti del calcio mondiale, c’è anche Pellegri

Gli under 17 più promettenti del calcio mondiale, c’è anche Pellegri

Goal.com pubblica una lista con i migliori talenti in erba del panorama mondiale. Oltre il bomber del Genoa, anche Tomaselli della Roma

di Redazione Il Milanista

MILANO – Nel calcio moderno i giovani talenti hanno un ruolo fondamentale; sfrontatezza, voglia di dimostrare e grandi personalità sono le caratteristiche che cercano i club. Goal.com ha pubblicato una lista dei giovani più interessanti e con grandi possibilità di esplodere.
C’è un italiano, si tratta di  Pietro Pellegri, attaccante sedicenne del Genoa che è finito sotto i riflettori dopo la bella doppietta alla Lazio. Su di lui club rinomati come Milan, Juve, Inter e Chelsea.
C’è anche un giovane centrocampista della Roma in lista: Pietro Tomaselli. Doppia nazionalità per il dodicenne, italiana e belga; i giallorossi l’hanno comprato tre anni fa dall’Anderlecht mostrando subito grande fiducia nel piccolo ragazzo.
Sempre di scuola Anderlecht è l’attaccante belga di origini marocchine Bounida. Appena 11 anni, ma ha già mostrato di che pasta sia fatto.  E’ cresciuto nello stesso quartiere di Ferreira Carrasco, chissà che non voglia significare qualcosa, ed è stato definito “il nuovo Hazard”.
Proprio restando in tema Hazard, il Chelsea presenta ben due calciatori in questa particolare lista, si tratta di Nnamudi e Elliot, 11 anni il primo e 14 il secondo. “I capelli come David Luiz, competenze come Eden Hazard“, è stato il titolo del rapporto Bleacher su Denim Nnamudi. Da tre anni nelle fila dei blues già ha meravigliato tutti.
Elliot, 14 anni ma molto maturo. Punta gli avversari con molta sicurezza, grazie anche alla sua grande qualità palla al piede; esplosivo e pericoloso come CR7. E’ nelle giovanili blues da molti anni, e ha anche esordito come capitano nella nazionale under 15 inglese.
Dall’altro lato di Londra, sponda gunners, c’è Omari Hutchinson. Inglese di 13 anni, gioca col mito di Henry ma lo paragonano a Neymar. Elevata tecnica e abilità nel calcio da fermo.
La squadra con più elementi presenti, prevedibilmente, è il Barcellona. Per i catalani addirittura tre nomi: Simons, Kluivert e Manu. Rispettivamente 14, 10 e 11 anni. Il primo, figlio dell’ex Villareal, è il più promettente della lista;  il quattro volte pallone d’oro giovanile è nella Masia da 5 anni. Il centrocampista, che prende il nome dall’ex azulgrana Xavi Hernandez, ha avuto offerte importanti anche dal Chelsea, ma il padre ha insistito per farlo restare in Spagna.
Altro figlio d’arte è Shane Kluivert, cresciuto nell’Ajax, poi trasferito al Psg, quest’anno è passato al Barcellona segnando un gol all’esordio. Tante aspettative su di lui, il nome aiuta, a tal punto da firmare un contratto di cinque anni con la Nike.
Ultimo, ma non per importanza, è Manu, brasiliano scuola Gremio accostato più volte a Ronaldinho. La squadra brasiliana ha fatto partire una denuncia nei confronti della squadra di Bartomeu per irregolarità sul trasferimento.
Non poteva mancare un nome della squadra campione d’Europa, il Real Madrid. A rappresentare i Blancos c’è Pecellin. Numero nove puro, fisicamente già predisposto per il ruolo e certezza in fase realizzativa. Sul tredicenne spagnolo, c’era anche il Barcellona, ma il Betis ha preferito l’offerta dei galacticos.
La maggioranza dei campioni presenti, gioca in Europa, elementi provenienti da Germania, Francia e Scozia sono presenti. Il Borussia Dortmund ha nelle sue mani Moukoko, uno dei più limpidi talenti in circolazione. Arrivato in Germania all’età di nove anni, il tedesco-camerunense ha realizzato 16 gol la stagione scorso, mentre quest’anno ha esordito con una tripletta. Molte presenze anche in nazionale con l’under 16 tedesca.
Kays Ruiz, centrocampista franco-spagnolo, cresciuto nella cantera del Barcellona, è passato al PSG nel 2015 dopo che l’Uefa ha dichiarato irregolare l’acquisto del piccolo campione di origine marocchine da parte degli spagnoli. Il padre ha dichiarato “A Lione ho visto solo due campioni del suo calibro: Benzema e mio figlio“.
Dalla Scozia, in casa Celtic, c’è Karamoko Dembelè. 14 anni, mancino sopraffino, è una gioia per gli occhi quando accarezza la sfera. Ha esordito con la nazionale under 20 inglese, ma la differenza di 6-7 anni non si è vista. Chelsea e Barcellona sono su di lui.
Non solo Europa, anche Sud America e Asia presenti. Dall’Argentina c’è Echeverri, 11enne del River Plate, che grazie ai 6 gol contro la Juve nella Champions giocata a Venezia lo scorso giugno, ha fatto muovere tutte le big d’Europa.
Dal Brasile, in forza al Flamengo, c’è Lucianinho. Neymar gli fece i complimenti tramite un video su Instagram nella quale apprezzava il suo magnifico tiro; Roberto Carlos condivise le sue magie, sponsorizzandolo in Europa. Né Neymar, Né Roberto Carlos, il suo idolo è Cristiano Ronaldo, con il quale spera di giocare.
In rappresentanza della scuola asiatica, c’è Takefusa Kubo. Dribbling perfetto, leggero, penetrante nello spazio stretto, gran tiro. Straordinario per i suoi 16 anni, ha esordito con la squadra under 23 del Tokyo e addirittura anche con la prima squadra. Da segnalare anche le presenze con la nazionale nipponica under 20.

Molti talenti, il futuro del calcio è in ottime mani, anzi in ottimi piedi. Sperando di vederli il più presto possibile sui grandi campi, gli auguriamo in bocca al lupo.

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