PAROLA AL TIFOSO | “Non basta comprare, servono storia e mentalità” – di F. Carlucci

PAROLA AL TIFOSO | “Non basta comprare, servono storia e mentalità” – di F. Carlucci

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di Redazione Il Milanista

Parola al tifoso

Parola al tifoso: #conilMilannelcuore

Cara redazione e cari tifosi,
Nelle scuole di ogni ordine e grado si studia, ancora, la storia. Questa consente all’uomo, al cittadino, di poter costruire il proprio futuro sulla base degli errori del passato da non ripetere e le cose buone dalle quali prendere spunto per costruirne delle migliori. Nell’anno 1997 (circa) fu fatta una campagna acquisti suntuosissima, fu rinnovata quasi tutta la rosa e questo portò ad una disastrata stagione sportiva con risultati pessimi. Nell’anno 2002 furono fatti numerosissimi acquisti, con grandissimi nomi, risultato un quarto posto raggiunto alla fine (che portò poi alla vittoria di Manchester). Nel 2010 il Milan vince lo scudetto sulla base del gruppo storico di quegli anni con alcuni innesti importanti. Morale della favola? Quando nella scorsa estate la nuova società ha acquistato in pratica una squadra intera (smantellando quasi completamente la precedente) tutti, me in primis, abbiamo gioito, esultato, convinti che almeno tra i primi tre saremmo arrivati, risultato? Quasi lo stesso degli anni passati. Una squadra, per di più fatta di grande storia, non si costruisce con la semplice mentalità dell’ipermercato (vado acquisto quello che mi serve e lo utilizzo), ma si forma sulle basi del passato, lasciando che la mentalità, la tradizione, sia tramandata, e che i nuovi ingressi possano innalzare la qualità in modo significativo, senza stravolgimenti, rivoluzioni che, storia alla mano, si dimostrano fallimentari. Lo stesso ingresso di Gattuso è servito a riprendere e ricreare quella linea di tradizione Milan bruscamente interrotta.
In campo da qualche anno la squadra è “costretta” a giocare con un attacco a tre con gli esterni larghi, dove sulla destra vi è un giocatore che fa una grande azione ogni due tre partite, per poi tornare in una media normalità non superiore a tanti altri giocatori di squadre medie. Questo comporta che avanti, nella pratica, il Milan gioca costantemente con una punta e mezza, in pratica quindi senza attacco. Nessuna punta centrale sarebbe in grado di esprimersi al meglio in Tali condizioni. Se un giocatore, leggermente superiore alla media della squadra, deve costringere la stessa a giocare in modo improduttivo non vedo il motivo reale per cui ostinarsi ad andare avanti in quel modo.
Dalle poche battute ascoltate circa la nuova presidenza, Mr. LI sembra una persona garbata, equilibrata, è altrettanto vero che è necessario avere una maggiore sicurezza per non essere in balia della UEFA di turno.
A tutti i sostenitori del Milan dico: difendiamocelo. Tra noi diciamoci le cose come stanno, ma fuori, difendiamolo a tutti i costi. Spesso intorno a noi c’è sempre pessimismo, scetticismo, cristica, mentre altre squadre vengono costantemente esaltate per un non nulla. Se vogliamo cambiare la direzione degli eventi, cambiamo per primi noi il tiro. Incoraggiamo, difendiamo, partecipiamo.
Grazie della possibilità di poter esprimere il mio personale pensiero.
Buon lavoro e forza Milan.
Francesco Carlucci

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