Gattuso e la sua eredità: ecco come ha trasformato la squadra

Gattuso e la sua eredità: ecco come ha trasformato la squadra

Gattuso ha costruito una carriera sulla voglia di combattere. I problemi sono ancora tanti per i rossoneri ma dove non arriva la testa può il cuore

di Redazione Il Milanista

di Luca Villari

Carattere. Che usiate o no una tastiera Qwerty, l’importante è averlo. Nel calcio è la stessa cosa e Rino Gattuso lo sa: è solo con il carattere che si può vincere. Dopo arrivano la condizione fisica, per reggere i 90’, la tecnica, fondamentale per costruire le giocate, e la tattica, per sapere quello che si fa.

Prima, in ogni caso, viene la personalità, concetto invocato dal mister rossonero non solo perché in carriera la cattiveria agonistica lo ha aiuta a vincere ma, soprattutto, perché è questa la qualità che ti fa riemergere quando stai affogando nelle difficoltà.

Lifting del diavolo Dopo un’estate rovente, sembrava che niente potesse andare più male. Via i cinesi dentro gli americani, Leonardo e Maldini che tornano a casa, Bonucci scambiato con Caldara e, finalmente, un attaccante degno dei precedenti numeri 9 del Milan: Gonzalo Higuain.

Poi la prova del campo. La prima, a Napoli, fallita, la seconda, contro la Roma, superata a pieni voti. Eppure, e questo dato sorprenderà qualcuno, all’esordio il Milan aveva registrato più possesso palla del Napoli: 53% dei rossoneri contro il 47% dei napoletani. Poca roba, per carità.

Il pallone è mio e ci gioco io Contro la Roma il dato più eclatante. Il Milan ha primeggiato con uno schiacciante 59%. Ovvio, l’uso che fai del possesso deve essere funzionale, sennò diventa puro girarsi i pollici. La squadra di Gattuso non si è limitata solo a questo però. Costruire e tramare (in senso buono): questo è l’obiettivo di tutta la squadra. A Napoli la missione era riuscita a metà, seppur con un diavolo più attendista. Contro i capitolini, con un Biglia più in palla a dettare i tempi, il desiderio di controllare il match è stato più chiaro. Anche sbagliando qualcosa, come quando il Pipita, ad inizio secondo tempo, ha perso palla nella sua trequarti regalando un assist, non sfruttato, da Dzeko. Poco male perché poi il passaggio giusto Gonzalo l’ha fatto. Chiedere a Cutrone. Dopo l’errore, bisogna rialzarsi. Anzi: ci vuole il carattere, come piace al mister. Intanto oggi si torna ad allenarsi.

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