IL CASO – Cerci alla ricerca di se stesso, Sinisa lo protegge

IL CASO – Cerci alla ricerca di se stesso, Sinisa lo protegge

Dal suo arrivo a gennaio ha deluso. Henry di Valmontone era considerata una stella, adesso viene fischiato dai tifosi rossoneri. Ma Mihajlovic vuole recuperarlo per la sua causa

MILANO – Da re del mercato di gennaio a reietto rossonero. Fischiato dai tifosi, protetto solo da Mihajlovic, Cerci resta all’angolo di Milanello. Alessio è tornato in Italia, dopo il fallimento all’Atletico Madrid, ma non è ancora riuscito a riemergere ai suoi livelli. Già a fine febbraio era finito nel dimenticatoio. Adesso il nuovo allenatore Sinisa vuole recuperarlo a tutti i costi. Il serbo sa bene che l’esterno può essere uno scugnizzo letale, uno in grado di vivacizzare la manovra con dribbling e serpentine. Una pedina importante, insomma, magari da sfruttare anche a gara in corso. In fondo, quando ha avuto fiducia (come successo al Toro), Cerci ha sempre fatto bene. Chiedete cosa ne pensa Ventura.

QUESTIONE NUMERICA – In questo momento, tra l’altro, Alessio è fondamentale anche dal punto di vista numerico. Dopo l’infortunio di M’Baye Niang, infatti, gli attaccanti di ruolo a disposizione di Mihajlovic sono solo tre: Carlos Bacca, Luiz Adriano e Alessandro Matri. Considerando che l’ex Juve oggi può festeggiare il compleanno con l’addio, Cerci diventa fondamentale. Deve solo ritrovare se stesso. Cerci, il Thierry Henry di Valmontone, era una stella, con una capoccia un po’ ribelle, ma che aveva addirittura impressionato e convinto don Fabio Capello.

LA STORIA – A Milanello Alessio ha vissuto negli ultimi mesi da sopportato: Inzaghi non gli ha mai dato fiducia e probabilmente lui non ha fatto tutto quello che doveva fare per meritarsela. Mihajlovic vuole farlo tornare devastante come nella stagione con la maglia granata, quello che era nel mirino di molti grandi club di tutta Europa. Adesso è nel mirino di Sinisa.

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