AUGURI – Galliani: “Milan? Mai un lavoro, solo una passione”

AUGURI – Galliani: “Milan? Mai un lavoro, solo una passione”

ADRIANO – La verità viene a galla alla fine, quando Adriano Galliani accetta di fare un giochino: gli chiediamo di scrivere su un foglio la formazione ideale del Milan di Berlusconi e lui la fa con grande cura e un pizzico di commozione. Settantun anni oggi, da quasi 30 nel…

ADRIANO – La verità viene a galla alla fine, quando Adriano Galliani accetta di fare un giochino: gli chiediamo di scrivere su un foglio la formazione ideale del Milan di Berlusconi e lui la fa con grande cura e un pizzico di commozione. Settantun anni oggi, da quasi 30 nel Milan, Galliani fa il suo lavoro con la stessa passione del primo giorno. Come se non fosse un lavoro, appunto. E per questo – riporta La Gazzetta dello Sport di oggi – è ancora al suo posto, incurante delle critiche che spesso gli arrivano, felice della fiducia del suo presidente, desideroso solo di riportare in alto il Milan. Galliani ha saputo adeguarsi ai cambiamenti del calcio e del mondo. Con un’eccezione: lo smartphone. Quello no. Ha ancora un vecchio telefonino con lo sportello. Chissà che oggi qualcuno non gli regali un modello più recente.

Galliani, buon compleanno. Festeggia con Milan-Real, la sua partita. 

“Grazie, ma i compleanni si festeggiano fino a una certa età. E io l’ho superata… Ricordo però una festa a sorpresa che mi organizzò Florentino Perez. Era il 2002, noi eravamo a Madrid per il centenario del Real, era stato organizzato un quadrangolare con Bayern e Liverpool. Portò bene, perché a fine stagione vincemmo la Champions contro la Juve”.

Oggi è anche il compleanno di Barbara Berlusconi: cosa le regalerebbe? 

“Le auguro di realizzare tutti i suoi sogni”.

Con Barbara avete dovuto prendere un po’ le misure? 

“Certo, ma è stata una situazione normale. Il nuovo assetto è stato deciso da Silvio Berlusconi. Noi prima l’abbiamo accettato e poi condiviso”.

Accettato con fatica? 

“Per quanto riguarda me, sì: un po’ di fatica. Ma adesso siamo in piena sintonia”.

Cosa porterà Mr.Bee nel Milan? 

“A questo deve rispondere la proprietà”.

Una volta per tutte, come sono i suoi rapporti con Maldini? E perché Paolo non lavora nel Milan? 

“I rapporti sono buoni, Paolo è la leggenda dal Milan. Non ho mai avuto alcun problema con lui e non c’è nessuna preclusione nei suoi confronti. Gli avevo offerto la direzione del settore giovanile con ampia autonomia, ma lui ha rifiutato”.

Mihajlovic è la scelta giusta per aprire un nuovo ciclo? 

“La scelta di Mihajlovic è un segnale di discontinuità con il recente passato. Ha tutte le caratteristiche che servono oggi a Milanello. Mi ricorda Capello”.

Ibrahimovic arriverà al Milan? 

“Ibrahimovic è sotto contratto con il Psg fino al 30 giugno 2016, non c’è altro da dire”.

E Romagnoli? 

“Dipende dalla Roma: noi abbiamo offerto 25 milioni. Ma se non lo vogliono vendere, non lo vendono. E se non arriva lui, noi restiamo così”.

Questo Milan è competitivo per lo scudetto? 

“Crediamo possa essere un Milan in grado di competere con le altre grandi per i primi tre posti. È un Milan profondamente cambiato: allenatore, staff tecnico, modulo, dieci nuovi giocatori tra acquisti, rientri e promozioni dalla Primavera”.

La mancata qualificazione alla Champions per il terzo anno di fila sarebbe la fine? 

“La fine no, ma di certo un insuccesso sportivo”.

Ultima cosa: mi scrive la formazione ideale dei suoi 30 anni di Milan? 

“Mi aspetta un pranzo con Florentino Perez. Devo scappare… Gliela scrivo durante la prossima intervista che faremo tra un anno, spero sempre in Cina, spero in buona salute, spero con il Milan in Champions”.

Poi Galliani ci pensa un attimo e cambia idea. Il giochino è troppo stuzzicante: 

“Mi dia foglio e penna. Premessa: scelgo in base a quello che i giocatori hanno dato al Milan. Parto dalla difesa che è indiscutibile: Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini. In porta Rossi, perché è suo il record di imbattibilità. Passo in attacco: Kakà trequartista e poi la coppia Gullit-Van Basten. Però mi concedo due parentesi proprio tra le punte e cito Shevchenko e Inzaghi. Regista sicuramente Pirlo, interni Rijkaard e Seedorf. Allenatori Sacchi, Capello, Ancelotti”.

Il Milanista

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