Milan-Chievo Serie A 2015/2016: presentazione

Milan-Chievo Serie A 2015/2016: presentazione

impietoso berlusconi

Dopo tre giornate a bocca asciutta il Milan torna a vincere contro il Sassuolo: un 2-1 con qualche luce, le solite ombre di sempre e non particolari certezze in più. Qualche ottimista ha visto nella partita contro gli emiliani un punto di svolta per il futuro, vuoi per quanto riguarda il modulo, vuoi per quanto riguarda i giocatori da utilizzare. Io che ottimista non sono – purtroppo o per fortuna – credo piuttosto che i buoni venti minuti finali, dove obiettivamente le occasioni create sono state tante, siano stati figli più delle circostanze che di altro. A prescindere da come è maturata l’espulsione di Consigli, giocare un terzo abbondante di gara in superiorità numerica non può non aver avuto i suoi vantaggi: fino all’ingresso in campo di Sansone in luogo di Laribi (avvicendamento con il quale Di Francesco ha tentato di vincere il match, ma ha finito col volare troppo vicino al Sole) il Sassuolo ancora era in grado di tenere il campo con dignità, chiudendo bene gli spazi centrali del terreno di gioco. Lo sbilanciamento successivo all’ingresso dell’attaccante ex Parma e l’ovvio calo fisico finale hanno infine fatto abbassare il baricentro agli ospiti, che hanno finito col subire la rete della sconfitta, pur su azione di calcio piazzato. Queste le circostanze che a mio modo di vedere hanno inciso per permettere al Milan di interrompere il digiuno di vittorie che durava da tre giornate, ben più del modulo – quel 442 che in Italia, per la storia calcistica che abbiamo, nei momenti di crisi è considerato da sempre la panacea di tutti i mali. La disposizione in campo della ripresa (con due punte, Cerci, Bonaventura, Montolivo e Bertolacci senza quindi un solo portatore d’acqua) è difficilmente replicabile, non ingannino quindi quei venti minuti di buona produzione offensiva, per quanto arruffona e disordinata.

La vera notizia dell’ultimo match è piuttosto la buona vena di Cerci, che forse per la prima volta in quasi un anno di Milan ha mostrato timidi sprazzi del Cerci granata. Le caratteristiche del “Robben di Valmontone” sono note, così come la sua discontinuità e la sua indolenza. È quel tipo di calciatore che un giorno può macchiarsi di una prestazione offensiva verso i colori che indossa (come a Torino) e in quella successiva essere decisivo ai fini della vittoria. Impossibile perciò arrischiarsi in pronostici su come proseguirà la suastagione, nonostante la speranza sia che giochi più spesso come domenica scorsa. Capitolo Donnarumma: il 16enne (ripeto: il 16enne) nell’occasione del gol ha sbagliato, lo sa lui, lo sappiamo tutti. Inutile, e anzi dannoso oltre che vigliacco, buttare la croce addosso al giovanissimo portiere: la si butti semmai su chi l’ha lanciato nella mischia in un momento tanto delicato. L’impressione è comunque che l’estremo difensore rossonero abbia le spalle larghe non solo fisicamente, ma anche metaforicamente. In ultimo un pensierino su Bacca: al momento in Serie A è senza dubbio una delle prime tre punte nell’attaccare lo spazio con profitto. Due volte è stato in grado di farlo contro il Sassuolo e due volte ha creato pericoli verso la porta degli ospiti (in una di queste si è poi procurato il penalty che ha cambiato il corso del confronto). Per questa ragione a mio avviso Mihajlovic dovrebbe liberarlo da compiti difensivi già comunque limitati, chiedendogli pressing sul portatore di palla in fase di uscita e nient’altro. Abbiamo già capito che questa squadra non riuscirà mai a rimanere corta in massimo 30-40 metri di campo, quindi che si faccia di necessità virtù piazzando il colombiano sempre sulla trequarti offensiva, tenendo così sul chi va là la retroguardia avversaria e di conseguenza allungando anche lo schieramento opposto.

Sul Chievo c’è poco da dire, come del resto ogni anno. Il sottoscritto domenica sera era al Bentegodi e ha visto una squadra molto disorganizzata in fase di disimpegno, parecchio insicura nel giocare il pallone e capace di costruire ben poche azioni degne di nota. È necessario far notare che la squadra affrontata nell’ultimo turno, il Napoli, è la compagine più in forma del campionato, e che i mussi contro i partenopei hanno certo fatto una figura migliore della nostra di un mesetto fa, ma rimane la sensazione di impotenza offensiva palesata nell’ultimo turno. Per mettere in imbarazzo il Chievo il Napoli ha costantemente pressato i portatori di palla, recuperando spesso la sfera molto presto durante l’azione e potendo così schiacciare gli avversari nella propria metà campo. Questo è il leitmotiv che anche il Milan dovrebbe cercare di far suo stasera, ma come si suol dire tra il dire e il fare…

milannight.com

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