FOCUS – I cronici problemi del Milan: cambiano gli allenatori ma la storia si ripete

FOCUS – I cronici problemi del Milan: cambiano gli allenatori ma la storia si ripete

Cambiano gli allenatori ma i problemi del Milan sono cronici

Mihajlovic

È sempre la stessa storia. Ogni anno attorno al Milan si alza un vento di scuro pessimismo: la squadra non va come dovrebbe. Il bersaglio più facile è, naturalmente, il tecnico. Ieri Inzaghi, oggi Mihajlovic. Cambiano gli allenatori ma i problemi del Milan sono cronici.

UNA CRISI CHE DURA DA ANNI – L’andazzo della squadra è sempre lo stesso. Da anni. Il Milan sembra impantanato in meccanismi arrugginiti da cui non sa come uscir fuori. Seedorf e Inzaghi ben poco hanno potuto fare: debuttanti allo sbaraglio, fatti accomodare sulla panchina rossonera più grazie all’immagine evocativa che – chiaramente – ai meriti raggiunti da allenatori. Un tipo di scelta che nella storia del calcio ha funzionato solo in rarissimi casi, e in tempi non proprio recenti. Poi è arrivato Mihajlovic, il condottiero, l’uomo dal carisma granitico e le scintille di fame negli occhi. Ma è anche con lui, almeno in questa prima parte di stagione, nulla è davvero cambiato.
ILLUSIONI E DELUSIONI – “Non sono soddisfatto” ha ripetuto più volte Sinisa. È uno che parla chiaro, il serbo. Ed è uno lucido. I problemi in seno al Milan non possono dipendere tutti da lui. Certo, ha le sue colpe: intestardirsi per mesi in un modulo che non funzionava, il 4-3-1-2, tra tutte. Ma i motivi di una stagione vissuta sin qui con l’affanno vanno ricercati anche, e soprattutto, a monte. Quest’estate la società ha fatto investimenti sostanziosi in termini di denaro: 150 milioni di euro. Ad oggi, investimenti che non stanno ripagando le aspettative. Ed ecco che il film si ripete. Rosa che difetta di qualità e anche di mentalità, zone di campo che vacillano. Bertolacci che non è ancora quello ammirato al Genoa, Romagnoli che aspetta di diventare l’erede di Nesta, Luiz Adriano che deve ancora dimostrare di meritarsi il leggendario numero 9. A conti fatti,scommesse o poco più. Senza che ci sia certezza di vincerle.
DOV’È IL LEADER? – E poi c’è Carlos Bacca. Tra gli acquisti più costosi dell’estate calcistica italiana, è stato a digiuno per oltre un mese prima di sbloccarsi con l’Hellas, e speriamo che duri. È la nota più lieta del mercato rossonero, ma ancora tanta strada c’è da fare… Finora il Milan non è riuscito a trovare il suo leader. L’assenza di un vero trascinatore è anch’essa cronica. Basti pensare che lo scorso anno la fascia da capitano è volata di giocatore in giocatore, giusto per creare ulteriore confusione in una squadra spesso sbigottita da se stessa. Perché un leader non c’è. Quest’anno il capitano è Montolivo, ma i tifosi, per verve e personalità, gli preferiscono nettamente Bonaventura. E il campione tanto sognato dai milanisti non si è ancora visto. Potrà esserlo Bacca? 8 gol finora, meglio di altri, ma un giocatore pagato 30 milioni e contraddistinto da un passato importante può, e deve, fare di più.

Il 2016 molto ci dirà sul volto che vorrà assumere il Milan. Quest’anno si è concluso con due vittorie, ma non basta: i tifosi rossoneri si sforzano di aspettare, i sogni di gloria molto meno.

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