ESCLUSIVA – Prandelli: “Crisi Balotelli? Probabilmente al primo posto nella sua testa non c’è più il calcio”

ESCLUSIVA – Prandelli: “Crisi Balotelli? Probabilmente al primo posto nella sua testa non c’è più il calcio”

Le parole di Cesare Prandelli in esclusiva a Cittaceleste Tv su Balotelli, Brocchi e Mihajlovic

MILANO – Intervenuto in esclusiva a Cittaceleste tv, Cesare Prandelli ha affrontato tanti temi tra cui anche quello legato a Mario Balotelli, che il tecnico lombardo ha allenato in carriera ai tempi in cui era ct della Nazionale. Prandelli si è distinto per la finale conquistata all’Europeo del 2012, di cui l’attaccante rossonero fu un protagonista assoluto. Balotelli si mise in evidenza soprattutto in semifinale contro la Germania, segnando una doppietta strepitosa che permise alla Nazionale di arrivare in finale contro la Spagna. “Diciamo che abbiamo fatto un grande europeo, ma la Spagna era una squadra quasi imbattibile. Siamo arrivati stanchi, abbiamo fatto più viaggi di loro. La cosa meravigliosa in ogni caso è stata che tutte in tutte le piazze italiane si seguiva e si tifava la Nazionale italiana. Balotelli? Nel suo percorso l’allenatore conta relativamente. Se il giocatore non ha motivazioni non ha grandi stimoli. In quel periodo Balotelli aveva grande voglia, era motivato al massimo e aveva il desiderio di dimostrare che era uno dei più forti giocatori al mondo. Poi non so cosa è successo nell’ultimo periodo, probabilmente non ha ancora capito cosa vuole fare da grande, deve dare delle risposte”.

Prandelli prosegue poi spiegando le motivazioni per il quale secondo lui Balotelli, non riesce più ad esprimere tutto il suo talento. “Probabilmente in quel periodo c’era da parte di tutti i giocatori il desiderio di accompagnarlo e di aiutarlo, perché tutti ancora oggi vedono in lui qualità importanti. E’ come se io in garage ho una Ferrari, ma la uso come utilitaria. Secondo me lui deve provare a riproporsi come ha fatto all’inizio. Probabilmente però al primo posto nella sua testa in questo momento non c’è il calcio. Non so se potrà mai essere pronto, dev’esserci un capobranco che lo segue, come in Nazionale c’era Buffon”.

MIHAJLOVIC-BROCCHI – Prandelli è intervenuto poi anche sul cambio di panchina tra Mihajlovic e Brocchi e delle loro qualità. “Se sono all’altezza del Milan? Assolutamente si, i rossoneri sono una società gloriosa e se il Milan li sceglie è perché la società è convinta. Mihajlovic è stato corteggiato da tutta Italia dopo la bella esperienza con la Sampdoria. Brocchi è un allenatore che nasce a Milano, a Milanello e se gli propongono la prima squadra significa che ha capacità, che può essere un predestinato. Ha perso una partita? Bisogna passare dalle sconfitte per diventare un grande allenatore. Anche Sacchi, che è stato il più grande innovatore del calcio italiano, nei primi mesi al Milan ha avuto difficoltà e molti dicevano che non avrebbe mangiato il panettone. Lui invece ha sempre detto che ha trovato un dirigente una società che gli è stata vicina. In questi momenti bisogna essere uniti”. Infine sul suo futuro. “La voglia di tornare ad allenare è tanta, ma non ho ricevuto offerte, se arrivassero le valuterò”.

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