CONFESSIONE – Balotelli: “Ora sono un uomo. Ricomincio per mio padre e mia figlia”

CONFESSIONE – Balotelli: “Ora sono un uomo. Ricomincio per mio padre e mia figlia”

Super Mario a 360 gradi quello intervistato da Andrea Di Carlo nell’edizione odierna della Gazzetta. I perché del suo ritorno e il suo nuovo (presunto) atteggiamento al centro della discussione. Sarà davvero cambiato?

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CONFESSIONE – E’ un Mario Balotelli a 360 gradi quello che si è raccontato nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, alla quale ha parlato del suo ritorno in rossonero, dei suoi obbiettivi per la stagione, ma soprattutto di quello che sarà il suo atteggiamento nei confronti del calcio. Innanzitutto la confessione su come è stato possibile un Balo-bis in rossonero: “E’ successo tutto all’improvviso davvero. Sapevo che avrei avuto una nuova squadra, perché non mi sento affatto un giocatore finito. Quando però Raiola mi ha avvertito stentavo a crederci. Sono sincero, non mi aspettavo che il presidente Berlusconi e la società mi dessero una seconda chance. Sono in debito con loro”.

RICONOSCENZA – Non lesina parola di affetto sia per la squadra sia per il Mister, con cui i rapporti sono buoni sin dai tempi dell’Inter, quando Sinisa rimaneva con Mario per migliorare la sua tecnica di tiro sui calci piazzati: “Ci siamo visti in questi giorni e ci siamo parlati da uomo a uomo, guardandoci negli occhi”, ha confermato il giocatore, “Lui ha voluto vedere se in me c’era ancora la motivazione giusta e io ho ammesso tutti i miei errori fatti in passato. Gli ho detto che se mi avesse dato questa opportunità non lo avrei deluso”. Il Milan si è tutelato giustamente stilando un regolamento ‘ad Marium’: “Ci sono molte clausole, è vero. Uso i social? Può non piacere, non faccio male a nessuno però, anzi. Se ho danneggiato qualcosa è stata proprio la mia carriera”.

PADRE – “Sono innamorato pazzo di mia figlia e cercherò il più possibile di avvicinarla qui a Milano”, riferisce Mario rispondendo alla domanda sulla sua vita privata, “E’ di una tenerezza infinita e quando sorride tutto diventa a colori”. Da papà Mario a papà Franco, che da quando lo adottò non gli fece mai mancare l’affetto di un vero padre: “Rivedermi con la maglia della nazionale era uno dei suoi ultimi desideri. Sono qui anche per questo, per riconquistare la maglia azzurra in vista dell’Europeo. Lo devo a mio padre”. Tra sentimenti e nuove motivazioni Mario detta il cammino della sua ‘nuova’ vita: “Sono le situazioni che ti fanno maturare. Ho 25 anni, non sono un bambino e ho sprecato moltissimo di quanto il calcio mi ha dato. Ho vissuto il primo tempo della mia vita calcistica da ragazzino. Ora sono un uomo e giocherò gli ultimi 45 minuti come tale. Ho il dovere di provarci e la certezza di riuscirci”. E tutta Italia lo spera. Buona fortuna Mario!

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