ESCLUSIVA – Lodetti: “Il derby lascia sempre il segno, con la Samp serve un atteggiamento diverso”. E sulla Champions…

ESCLUSIVA – Lodetti: “Il derby lascia sempre il segno, con la Samp serve un atteggiamento diverso”. E sulla Champions…

Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’ex centrocampista di Milan e Samp ai nostri microfoni

di Redazione Il Milanista

Di Simone De Bari

MILANO – Sabato sera, a Marassi, si affronteranno Sampdoria e Milan, le due squadre che hanno caratterizzato la carriera di Giovanni Lodetti, il quale è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.

Quali sono i ricordi più belli che ha con queste due maglie? 

“Per quanto riguarda il Milan ho l’imbarazzo della scelta, ci sono state partite davvero incredibili e ho avuto la fortuna di vincere tutto. Però sono stato fatto fuori troppo in fretta. Nella Samp invece, il ricordo più bello riguarda una vittoria per 3-0, ottenuta proprio contro il Milan. Anche se sono milanista dalla nascita e sono cresciuto nel settore giovanile rossonero, non nascondo che quella volta mi fece molto piacere battere la mia ex squadra”.

In che senso la fecero fuori troppo in fretta?

“Il trasferimento dal club rossonero a quello blucerchiato non lo scelsi io. Fece tutto la società: mi cedette alla Samp senza neanche avvertirmi, io non ne sapevo nulla. Improvvisamente, da giocatore di un Milan che vinceva sempre, mi ritrovai in una squadra che lottava per non retrocedere, anche se a Genova mi fecero subito capitano e per me fu un bell’attestato di stima”.

Il Milan attuale, invece, deve riprendere la sua marcia verso la Champions dopo la sconfitta con l’Inter.

“Il derby lascia sempre il segno, è inutile nasconderlo. E’ importante riscattarsi subito, anche se non sarà facile fare risultato sul campo di una squadra che gioca bene come la Sampdoria. Tuttavia bisogna fare di tutto per cercare di rialzare la testa il prima possibile, anche perché il derby è una partita che dura parecchio: fino alla stracittadina successiva. Il Milan di domenica scorsa non mi è piaciuto, mi sembra che la squadra abbia un po’ sottovalutato l’avversario, pensando forse di avere vita facile contro l’Inter. Per vincere con la Samp serve innanzitutto un atteggiamento diverso”.

Piatek-Quagliarella: chi è più decisivo?

“E’ impossibile dirlo. Piatek qualche giorno fa ha segnato anche in Nazionale, Quagliarella è una certezza da diversi anni, un giocatore esperto che riesce a migliorarsi sempre di più. Molto dipende dall’assistenza che ricevono da parte dei compagni, i quali devono metterli nelle condizioni migliori per segnare”.

Vede delle favorite per il terzo e quarto posto?

“Credo che le due milanesi siano avvantaggiate. La Roma ha perso tanti punti per strada e sta attraversando un periodo molto delicato. La Lazio, dal canto suo, alterna grandi partite a prestazioni poco brillanti. Domenica inoltre ci sarà Inter-Lazio, una partita che ci darà delle indicazioni molto importanti su questa corsa verso l’Europa dei grandi”.

Capitolo Nazionale: che ne pensa della squadra azzurra?

“Con la Finlandia è arrivata una vittoria importante, soprattutto perché ci ha permesso di iniziare nel migliore dei modi questo cammino verso l’Europeo. C’è da dire però che non abbiamo giocato bene. Mancini sta cercando di trovare delle soluzioni interessanti, puntando giustamente sui giovani e provando a dare un gioco alla squadra. E’ una Nazionale che può darci delle soddisfazioni, ma con molta calma. E’ ancora una squadra normale, in fase di sperimentazione, il percorso per arrivare al livello delle più forti è ancora lungo”.

Tra questi giovani ce n’è uno che l’ha colpita particolarmente?

“Barella, sta facendo davvero molto bene sia nel Cagliari che in Nazionale. Inoltre, mi piacerebbe vedere titolare Romagnoli, il quale sta giocando un ottimo campionato col Milan. Imposterei la difesa proprio sul numero 13 rossonero, anche se Bonucci e Chiellini danno ancora grandi garanzie”.

 

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